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“Rimettili in gioco”, parte il progetto di Telefono Azzurro

By   /   14 Dicembre 2013  /   Commenti disabilitati su “Rimettili in gioco”, parte il progetto di Telefono Azzurro

Non è un fatto sconosciuto che saranno tanti i bambini che passeranno il Natale in carcere o a casa con un solo genitore perché l’altro è in carcere. In tutto il territorio italiano sono davvero tanti i bambini, che vivono in condizioni difficili perché figli di detenuti.

A loro ci ha pensato il Telefono Azzurro che dedicherà il Natale a loro grazie anche all’impegno dei suoi volontari, a una speciale alleanza con HP e a tutti coloro che si vorranno unire.

Nelle carceri, circa 100 mila bambini, andranno a far a un loro genitore in carcere. Di questo piccolo esercito di ragazzi che vivono in condizioni affettive e anche economiche molto difficili si parla poco.

Dal 1993 il progetto “Bambini e Carcere”, avviato da Telefono Azzurro, sviluppato in collaborazione con il Ministero della Giustizia e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e con l’obiettivo di tutelare i minori che entrano in contatto con la realtà penitenziaria, si occupa  di creare spazi e tempi a favore dei minori con l’obiettivo di instaurare un clima sereno e accogliente e di facilitare la relazione tra bambino e genitore detenuto.

Le “porte delle carceri si aprirannoper portare un giocattolo al numero più alto possibile di bambini che ha uno o entrambi i genitori in carcere. Per farlo sono stati allestiti centri di raccolta nelle principali città, dove tutti potranno portare un gioco in dono. I volontari di Telefono Azzurro si occuperanno poi di distribuirli negli Istituti di detenzione in cui l’associazione è presente con progetti di aiuto e sostegno ai bambini figli di detenuti.

L’appello di Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, è rivolto a tutti i cittadini: “Siamo sempre stati vicino a tutte le problematiche dei bambini con genitori reclusi.  In questi giorni di festa noi ci siamo, anzi consideriamo una priorità riuscire a portare un po’ di calore anche in famiglie e in contesti dove le condizioni sono più difficili. Contiamo anche sul sostegno  di aziende del territorio, ma anche di tutti i privati cittadini che vorranno aderire”.

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