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Via l’elmetto!

By   /   12 Dicembre 2013  /   Commenti disabilitati su Via l’elmetto!

poliziotti si tolgono il cascoCome è noto durante la manifestazione dei Forconi a Torino, al termine degli scontri in piazza Castello, i poliziotti davanti alla sede della Regione si sono tolti gli elmetti ed hanno indossato il basco mentre i manifestanti scandivano slogan: “Via i caschi, via i caschi”.

Poi il gesto è stato ripetuto a Genova e a Rho (Milano). Per alcuni è stato “Un segno di solidarietà verso i manifestanti”, per la Questura i poliziotti hanno tolto gli elmetti perché erano terminate le esigenze di servizio ovvero non c’era più alcun pericolo, mentre per il sindacato di polizia Siulp “Quel gesto è un segnale al governo, è il segno che anche per gli agenti la misura è colma”. Ognuno lo interpreta secondo le proprie esigenze.

Per molti quel gesto non ha precedenti e forse non avrà un seguito. Probabilmente, questo è vero per le forze di polizia. In realtà, questo stesso gesto fu compiuto dai soldati britannici a Bassora durante la guerra in Iraq o seconda guerra del Golfo, del 2003. Non appena fu dichiarata la caduta di Saddam Hussein e la fine delle ostilità, il contingente Britannico di stanza a Bassora tolse l’elmetto e indossò il basco. Un gesto semplice e forte che fece capire alla popolazione che da quel momento in poi i soldati non erano lì per combattere ma per aiutare la popolazione a ricominciare e ricostruire.

Fu un gesto molto apprezzato e valorizzato anche in Gran Bretagna, primo tra tutti dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito pro-tempore, Michael Jackson, che non perdeva occasione per ricordarlo. Quel gesto infatti era importante anche ai fini interni poiché tranquillizzava le tante famiglie che trepidavano per i loro cari in guerra. Se calzavano il basco voleva dire che non vivevano una situazione di pericolo o di guerra ma di costruttori di pace. Fu una svolta.

Non è questa la sede per valutare la guerra in Iraq, nel bene o nel male, qui si è voluto solo ricordare il gesto, il cui simbolismo ebbe un effetto positivo sulla popolazione irachena e sulle famiglie inglesi, così come lo ha avuto quello dei poliziotti di Torino. Tutti i manifestanti hanno capito e apprezzato che da una situazione di contrapposizione si passava ad una di democratico confronto, ognuno con il proprio ruolo, ognuno con il rispetto che merita per quello che fa: chi manifesta e chi è preposto all’ordine pubblico ovvero a fare sì che i cittadini possano liberamente manifestare nel rispetto delle regole democratiche. Proprio quest’ultimo dovrebbe essere il messaggio che dovrebbe passare: rispetto dei ruoli nel rispetto delle regole. D’altronde il motto della Polizia di Stato recita “Sub Lege Libertas”.

di Vito Di Ventura

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