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Doppio Martini in Emilia

By   /   8 Dicembre 2013  /   Commenti disabilitati su Doppio Martini in Emilia

Foto Martini 1

Arturo Martini (Treviso 1889 – Milano 1947) è stato uno dei più importanti scultori italiani della prima metà del ventesimo secolo ed un maestro di assoluta rilevanza internazionale. A celebrarlo è la regione Emilia Romagna addirittura con un doppio e complementare evento con una location a Bologna ed una a Faenza.

Iniziamo dall’evento di Faenza, allestito presso il locale Museo Internazionale delle Ceramiche, dal titolo “Arturo Martini. Armonie. Figure tra mito e realtà”. La curatrice Claudia Casali ci presenta una cinquantina di opere del maestro trevigiano che consentono di apprezzare tutti i materiali con cui si è cimentato alla costante ricerca della forma: bronzo, ceramica, legno, marmo, pietra e gesso.

Significative le opere selezionate, tra cui, in ordine cronologico: “La pulzella d’Orleans” (1920), “Leda” (1926), “La leggenda di San Giorgio” (1926-7), “La pisana” (1928), “La Nena” (1930), “Donna sdraiata” (1932), fino alla “Signorina seduta” del 1943 e “Donna sulla sabbia” del 1944.

L’esposizione risulta particolarmente attenta alla ricerca estetica dello scultore. Martini fu molto impegnato in carriera nel cercare di rinnovare la scultura italiana, agendo nell’ambito prediletto, ovvero nel “figurativo”.

Per quanto attiene la scelta della sede della mostra, occorre ricordare che Arturo Martini nel periodo 1917-18 ebbe a frequentare Faenza durante il congedo militare, dilettandosi in loco a realizzare, tra gli altri lavori, alcune piccole sculture in gesso e a dare alle stampe un importante libro d’artista dal titolo “Contemplazioni”.

A Palazzo Fava di Bologna si celebra invece l’evento “Creature. Il sogno della terracotta”, dedicato a quello che lo stesso artista ha definito “il periodo del canto”, coincidente con la propria vena poetica più elevata.

Nella capitale felsinea Nico Stringa ci presenta per la prima volta insieme le grandi terrecotte ad esemplare unico create da Martini tra il 1928 e il 1932. Da non perdere inoltre la contemplazione di lavori come “Odalisca” del 1930, “Dedalo e Icaro” (1937), “La Carità” (1937), e “L’abbraccio” (1937-40).

È proprio grazie alle prime terrecotte, tra cui “La madre folle” (1929), che Martini riuscì ad imporsi all’attenzione della critica, prima alla Quadriennale di Roma del 1931 e quindi alla Biennale di Venezia del 1932. L’ultima opera citata è entrata tra l’altro di recente a fare parte delle collezioni della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna che ha anche collaborato direttamente alla realizzazione dell’evento.

Un doppio Martini dunque tutto da gustare per entrare in contatto con i capolavori raramente esposti di questo grande scultore italiano e per apprezzare l’esaltazione dell’armonia femminile grazie ad opere connotate da moderna classicità.

di Aurora Portesio

Armonie. Figure tra mito e realtà
a cura di Claudia Casali
dal 13 ottobre 2013 al 30 marzo 2014
Museo Internazionale delle Ceramiche, Viale Baccarini 19, Faenza
orari: da martedì a venerdì ore 10-13,30; sabato, domenica e festivi ore 10-17,30

Creature. Il sogno della terracotta
a cura di Nico Stringa
dal 22 settembre 2013 al 12 gennaio 2014
Palazzo Fava, Via Manzoni 2, Bologna
Orari: da lunedì a giovedì ore 10-19; da venerdì a domenica ore 10-21

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