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Uno In Diviso. Intervista a Fabrizio Dori

By   /   5 Dicembre 2013  /   Commenti disabilitati su Uno In Diviso. Intervista a Fabrizio Dori

uno coverLa graphic novel più originale e “disturbante” di Lucca comics e Games 2013 è stata tratta dal romanzo shock di Alcìde Pierantozzi. Incontro con il disegnatore che ha dato forma all’oscuro racconto dei due gemelli siamesi.

 

“Uno In Diviso”, un libro particolare a partire dal protagonista, o meglio dai protagonisti.

Si, in effetti è difficile dire se c’è un protagonista o più protagonisti, diciamo che il protagonista è uno in diviso, ovvero due gemelli siamesi.

 

 

Questa graphic novel è la trasposizione a fumetti di un romanzo di uno dei migliori scrittori italiani. Come vi è venuta l’idea di trasporre un’opera così particolare e soprattutto così difficile da realizzare in forma di fumetto?

È stato un lavoro difficilissimo, ma proprio per questo motivo molto stimolante. È stato bello cercare nuove soluzioni grafiche e narrative (insieme allo sceneggiatore Adriano Barone NDR) per raccontare una vicenda così particolare. Come storia abbiamo un romanzo non catalogabile, un prodotto di rottura. In questo caso uno in diviso non è catalogabile, cosa che per molti potrebbe risultare poco “commerciale”, inoltre è un’opera molto colta e piena di rimandi culturali e metafisici.

 

Leggendo il libro ho notato i riferimenti, tra gli altri, a Jodorowsky, relativi al concetto di anima. Quanto è stato difficile trasporre certi concetti graficamente?

Per riuscire a trasporre il romanzo ho dovuto usare più stili, perché questo è un romanzo che inganna. Inizia come un diario, per quanto strano, e poi diventa quasi prosa poetica quindi molto surreale; inoltre il tutto  è sempre accompagnato da una dose massiccia di violenza!

 

uno-in2C’è di tutto in questo fumetto: violenza, cannibalismo, morbosità e chi più ne ha più ne metta!

C’è effettivamente qualsiasi cosa, poi nel finale evolve e diventa un poliziesco\action “esoterico” in cui ci sono inseguimenti e cose simili. Tutto ovviamente si svolge nella totale indifferenza del resto del mondo come se tutto questo fosse un viaggio mentale dei protagonisti.  Nel finale la storia cambia di nuovo registro ed esce dal fumetto. C’è una sorta di morale totalmente distaccata dal resto delle vicende raccontate nelle pagine precedenti. Questa cosa mi è piaciuta ed ho seguito la stessa strada del romanzo. Ho abbandonato  i punti di riferimento  ed ho cambiato stile quasi vignetta per vignetta cercando di dare sempre una certa continuità.

 

Ti sei ispirato a qualche autore in particolare?  

Si ma non ad autori di fumetti. Ci sono lunghe scene di violenza che erano complicate da rendere senza creare delle scene onestamente “troppo forti”. Quindi ho cercato di usare qualche “trucco” senza ridurre l’atto in maniera banale. Ci sono citazioni del mondo dell’arte. Una scena “Caravaggesca” oppure una scena alla Bosch che è servita a far capire, senza mostrare, una sequenza molto brutale. C’è una sequenza ispirata dal Goya. Un personaggio che diventa un Satiro, quindi l’Abruzzo che si tramuta nell’Arcadia. C’è un gioco di stratificazioni che arricchisce la lettura e rende per il lettore interessante andare alla ricerca dei rimandi al mondo dell’arte.

 

Stai lavorando su qualcosa di nuovo?

 

Si sto segeundo alcuni progetti, Sto cercando di capire dove voglio arrivare. Ogni libro per me è un reinventarsi, una ricerca di nuovi stimoli e nuovi stili, quindi in pratica non so dirti dove arriverò nel futuro.

 

Di Ruffino Renato Umberto

 

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