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Siria: oltre 250 mila persone non ricevono aiuti

By   /   4 Dicembre 2013  /   Commenti disabilitati su Siria: oltre 250 mila persone non ricevono aiuti

valerie_amos_syriaSecondo il rapporto dell’Organizzazione Umanitaria delle Nazioni Unite stimano che oltre 250 mila persone vivono in comunità assediate dalle forze governative e sono impossibilitate a ricevere gli aiuti delle organizzazioni umanitarie. Lo ha dichiarato il Sottosegretario Generale per per le Questioni Umanitarie e le Emergenze (Under-Secretary-General for Humanitarian Affairs and Emergency Relief Coordinator), Valerie Amos, che ieri a porte chiuse ha presentato il suo rapporto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Per Valerie Amos le condizioni di vita stanno peggiorando per milioni di siriani e che raggiungerli diventa sempre più difficile. Nel rapporto si fa cenno ad una modesta apertura da parte governativa, avendo concesso più di 50 visti per i volontari e l’apertura di 3 centri umanitari, di cui però solo 2 sono ritenuti di vera utilità. Ma non ci sono stati progressi nella sicurezza e protezione dei civili e nella demilitarizzazione delle scuole e degli ospedali.

Lo scorso mese, la Amos aveva riferito al Consiglio che il numero dei siriani che avevano bisogno di assistenza era salito drasticamente da 6,8 milioni di giugno a 9,3 milioni di persone. La  mancanza di condizioni igieniche e di vaccinazioni, oltre ad essere veicolo di diffusione delle malattie, hanno provocato anche lo scoppio della poliomielite che si riteneva debellata. A fronte di questa situazione e di questi numeri, il governo siriano ha accettato il passaggio di 9 convogli umanitari anziché dei soliti 3. “Questo è ancora troppo poco per le necessità di milioni di persone”, ha dichiarato la Amos.

Il governo siriano si difende dicendo che questo è colpa degli oppositori e della guerra. Inoltre, secondo l’Ambasciatore siriano all’ONU, Bashar Ja’afari, le Nazioni Unite coprono solo il 25% delle esigenze umanitarie, mentre il resto viene coperto dal governo. Secondo l’Ambasciatore il problema è sopratutto politico e non umanitario. In risposta il presidente del Consiglio di Sicurezza, l’Ambasciatore francese, Gerard Araud, ha definito la crisi umanitaria in Siria la peggiore dopo quella in Rwanda del 1994, ritenendo che i progressi siano ampiamente insufficienti.

Il rapporto della situazione umanitaria servirà alla comunità internazionale per acquisire dati utili per i colloqui di pace che inizieranno il prossimo 22 gennaio 2014 a Ginevra. L’incontro sarà il primo faccia a faccia tra i rappresentanti governativi e dei suoi oppositori. La Conferenza si propone di confermare la “road map” per la Siria indicata dalla Russia e dalle altre potenze a giugno del 2012, che prevedeva la creazione di un governo di transizione fino alle elezioni. Tutti i precedenti tentativi sono miseramente falliti anche perché i filo governativi avevano posto come condizione che il Presidente Bashar al-Assad potesse presentarsi alle elezioni presidenziali del 2014.

Cosa succederà nel caso anche questo ulteriore tentativo fallisca non si sa. Tutto dipende dall’atteggiamento della Russia, da sempre stremo difensore del governo Siriano. Questo ha creato  profonde divisioni in seno al Consiglio e non ha consentito di  prendere ulteriori iniziative in una guerra che dura ormai da oltre 2 anni e mezzo e che secondo gli attivisti ha già ucciso oltre 120 persone.

di Vito Di Ventura

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