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Kounellis e la “deposizione naufragio”

By   /   30 Novembre 2013  /   Commenti disabilitati su Kounellis e la “deposizione naufragio”

Foto Kounellis

C’è tutto il sapore e il significato della vita marinaresca in una nuova grande opera di Kounellis. Ci riferiamo alla scultura-installazione allestita in occasione dell’evento “Kounellis Trieste” presso il Salone degli Incanti nella ex Pescheria della città capoluogo del Friuli Venezia Giulia.

All’età di 77 anni, Jannis Kounellis (Pireo, 1936) ha voluto nuovamente lasciare il segno. L’artista greco, uno dei massimi esponenti dell’Arte Povera, si è cimentato questa volta in una monumentale rappresentazione per la quale ha voluto appositamente utilizzare vecchi banconi per la vendita del pesce ormai in disuso, relitti di barche, una pioggia di pietre del Carso e ben 500 sedie vuote e listate a lutto.

L’opera si presenta al pubblico come una gigantesca rappresentazione teatrale in cui protagonista è il mare con la raffigurazione di una delle tante tragedie che spesso accompagna la vita di chi con esso si cimenta.

L’artista ha utilizzato gli spazi della ex Pescheria come parte integrante dell’opera che evoca una sorta di “naufragio”, proseguendo nel suo discorso legato ai porti. Questa volta è toccato a Trieste, città da lui visitata da bambino in occasione di un viaggio con il padre ingegnere navale.

L’evento, curato da Davide Sarchioni e Marco Lorenzetti, mette ancora una volta in risalto la straordinaria capacità di Kounellis nel selezionare ad assemblare oggetti e materiali poveri riuscendo ad infondere un grande messaggio artistico alle proprie realizzazioni.

Significativi i materiali utilizzati nella circostanza, frammenti e memorie di una vita legata al mare: pietre e corde, come pure i resti di vecchie barche in legno, sembrano ricordare al pubblico l’incapacità di navigare il mare del cambiamento che prelude alla fine.

La stessa presenza delle sedie vuote completa la rappresentazione di una tragedia destinata a favorire una riflessione sulla vita umana anche nella società contemporanea.

L’installazione, che emana sacralità, riesce a ottenere una grande presa sul pubblico anche grazie all’atmosfera creata dall’indovinatissima location del Salone degli Incanti progettato nel 1913 dall’architetto Giorgio Polli, vero e proprio cuore pulsante della vita commerciale di Trieste fino dai tempi dell’Impero austro-ungarico.

Come lo stesso artista ha dichiarato, siamo di fronte ad una “deposizione”. Non sfuggirà infatti al pubblico come i banconi del pesce allineati lungo l’asse maggiore del Salone intersechino le sedie vuote andando a comporre una croce. Come in una classica “deposizione” poi l’artista immagina tante “vedove” rappresentate dalle sedie vuote, intente ad assistere a una sorta di veglia funebre al cospetto degli scheletri delle barche deposte sugli antichi banconi.

Qualcuno si chiederà se valga la pena affrontare un viaggio per ammirare una sola opera, seppur imponente, come la scultura-installazione di Kounellis. Certamente sì.

La visita alla mostra è da raccomandare per un duplice motivo: l’opportunità di subire la fascinazione e la suggestione di un nuovo capolavoro dell’artista greco e la consapevolezza dell’unicità dell’evento, in quanto, una volta terminata l’esposizione, la possente installazione non è destinata ad essere conservata se non nelle immagini del catalogo edito da Skira.

di Aurora Portesio

Kounellis Trieste
a cura di Davide Sarchioni e Marco Lorenzetti  
dal 7 settembre 2013 al 6 gennaio 2014  
Salone degli Incanti (ex Pescheria), Via Nazario Sauro 1, Trieste  
orari:da lunedì a venerdì ore 11-13 e 17-20; sabato e domenica ore 10-20   

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