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Thailandia: crescono le proteste anti-governative

By   /   26 Novembre 2013  /   Commenti disabilitati su Thailandia: crescono le proteste anti-governative

proteste Thailandia 2Ritornano le violenze in Thailandia e gli scontri tra i sostenitori e gli oppositori del governo.

Ieri i manifestanti hanno occupato gli uffici dei Ministeri delle Finanze e degli Affari Esteri nel tentativo di forzare la mano e costringere il Primo Ministro, la Signora Yingluck Shinawatra, in carica dal 2011, a dimettersi. Secondo voci ricorrenti, in realtà a governare è il fratello, l’ex Primo Ministro, Thaksin Shinawatra, che, accusato di corruzione, fu rimosso da un colpo di stato nel 2006.

Domenica scorsa, in oltre 100 mila hanno dimostrato per le vie di Bangkok contro quello che chiamano “il regine di Thaksin”. L’occupazione degli uffici dei ministeri ha riproposto le paure e le  preoccupazioni del 2008 quando per 3 mesi furono occupati e chiusi gli uffici del Primo Ministro, trascinando la Thailandia in un capitolo di instabilità politica.

Ieri, i manifestanti hanno stabilito il loro quartiere generale presso il Ministero delle Finanze e hanno dichiarato una giornata di “riposo”. “Domani ci sarà una sommossa nazionale”, ha dichiarato ai giornalisti presenti Akanat Promphan, portavoce dei manifestanti. Lo scopo è quello di paralizzare il governo, occupando gli uffici e le agenzie di stato in modo che non possano essere “usati come meccanismo del regime di Thaksin”.

Il partito di opposizione, il partito Democratico, che sta alimentando la protesta ha lanciato un mozione di sfiducia contro la Yingluck, ma questa non sarà in grado di farla cadere in quanto il suo Partito, il Pheu Tahai, ha il pieno controllo del Parlamento.

Il Primo Ministro ha esortato alla calma e si è offerta per un negoziato con i leader della protesta.  La Yingluck ha giurato che non userà la violenza per fermare la protesta, ma per precauzione ha esteso le leggi speciali per la sicurezza a tutta la capitale. La Legge sulla Sicurezza Interna (Internal Security Act) era già in atto per 3 distretti di Bangkok dallo scorso agosto, quando ci furono segni di sommosse politiche. La legge autorizza la polizia di imporre il coprifuoco, chiudere le strade, limitare l’accesso ai palazzi e vietare l’uso di apparecchiature elettroniche in determinate aree.

La campagna anti-governativa è iniziata lo scorso mese dopo che il patito al governo ha cercato di far passare una legge controversa che per l’opposizione era stata fatta su misura per assolvere Thaksin e altri politici. Il Senato, in un tentativo di spegnere le proteste, ha bocciato la legge ma oramai il movimento di contestazione era stato innescato.

Domenica si è temuto che i manifestanti potessero scontrarsi con i sostenitori del governo che, a loro volta, si erano radunati presso lo stadio della capitale ed hanno giurato di restarci fino a che l’opposizione continua le sue manifestazioni.

Le due fazioni si combattono dal 2006, da quando Thaksin è stato deposto, per corruzione e mancanza di rispetto per il Re Bhumibol Adulyadej. Da allora Thaksin ha vissuto in esilio auto imposto per evitare di essere processato. La battaglia per il potere ha già prodotto la sua scia di sangue nel 2010 quando circa in 90 trovarono la morte allorché le “Camicie Rosse” di Thaksin occuparono il centro di Bangkok per settimane prima di essere sgomberati dalle forze di polizia, inviate dall’attuale opposizione.

di Vito Di Ventura

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