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Premio Sport Civiltà 2013

By   /   18 Novembre 2013  /   Commenti disabilitati su Premio Sport Civiltà 2013

Copia di NibalieGrimaldiAssegnato questa sera al teatro Regio il 37° Premio Sport Civiltà. Riconoscimenti anche per Javier Zanetti, Costantino Rocca, Gustav Thoeni, Piero Gros, Parma Football Club, Andrea Monti, Nerio Alessandri e le Frecce Tricolori.

Il 2013 è all’’insegna di Vincenzo Nibali e Martina Grimaldi per l’’Unione Nazionale Veterani dello Sport di Parma. La maglia rosa del Giro d’’Italia e la campionessa del mondo nella 25 km di fondo a Barcellona hanno ricevuto questo pomeriggio, sul palco del Teatro Regio di Parma, il premio ‘Atleta dell’’Anno’ nell’’ambito della 37^ edizione del Premio Sport Civiltà.

Il ciclista messinese, premiato dal presidente della sezione parmense dei Veterani Corrado Cavazzini, in questo momento si sta preparando per una nuova avventura, quella di diventare padre: ““A febbraio ci sarà un nastro rosa in casa nostra. Certamente sto facendo un pensiero al Tour de France che ha un percorso molto interessante e conosco bene la sua montagna più difficile, il Mont Ventoux, e sarebbe molto bello ottenere il ‘triplete’, cioè Giro, Tour e Vuelta, che in Italia è riuscito solo a Felice Gimondi. Bellissimo sarà anche il percorso del prossimo Giro d’Italia, gara per la quale ho un debito di gratitudine, perché mi ha lanciato tra i grandi del ciclismo””.

La campionessa del mondo e bronzo olimpico di nuoto di fondo Martina Grimaldi ha simpaticamente svelato cosa passa per la testa durante una 25 km: ““Non si pensa a nulla di particolare, devi solo concentrarti sull’’azione. D’’altronde ci alleniamo per affrontare questi lunghi silenzi. E’ solo pazzesco pensare che a Barcellona ho vinto al fotofinish, dopo 25 km di nuoto non avrei mai immaginato di giocarmela così alla fine””. La nuotatrice bolognese è stata premiata dal presidente del Coni Giovanni Malagò che sul tema della possibile candidatura olimpica per il 2024 ha risposto: “La prua della barca è rivolta verso quella meta”.

Una bella testimonianza di sport e solidarietà è arrivata dal capitano dell’’Inter Javier Zanetti, premiato per il suo impegno nella Fondazione P.U.P.I., che da 12 anni aiuta bambini argentini considerati ad alto rischio e ai quali viene offerta un’alternativa di vita migliore. ““Ringrazio gli italiani che ogni volta sostengono questa mia iniziativa – ha dichiarato il campione. Il conduttore Massimo De Luca gli ha poi chiesto quale è stato il compagno di squadra che l’ha più impressionato tra i grandi che si sono succeduti all’’Inter, e lui ha risposto: “Ronaldo, che era anche un esempio di modestia nello spogliatoio”. E, alla domanda sul nuovo presidente dell’’Inter, Zanetti ha replicato: “”E’ ’ un uomo dalle idee chiare e noi dobbiamo essergli vicino. Io intanto voglio ringraziare la famiglia Moratti che è stata la prima a credere in me””.

Il premio ‘Benemerenza Sportiva’ è andato a Costantino Rocca, l’’unico golfista italiano a vincere 5 tornei dell’’European Tour. Il bergamasco sul palco ha ricordato le sue origini con i primi attrezzi artigianali e le bella storia di quando in Ryder Cup ha battuto Tiger Woods. “”Ho cominciato a fare il caddy a 7 anni. Una volta, un golfista settantenne invece di colpire una palla fece saltare una zolla d’erba e mi disse: ‘Rimetti la zolla al suo posto’. Io parlavo solo bergamasco allora, non capii bene cosa mi stava chiedendo e al posto della zolla misi una pallina da golf. Dopo quell’’esperienza ho iniziato davvero a conoscere questo mondo e sono arrivato a vincere 5 tornei. A Manassero e Molinari dico che devono arrivare a vincerne almeno trenta””.

Particolarmente emozionante è stato l’ingresso della coppia della ‘valanga azzurra’ Gustav Thoeni e Pierino Gros, uomini che hanno scritto la storia dello sci alpino e insigniti del premio ‘Una vita per lo sport’. Thoeni ha raccontato di Gros: “”E’’ arrivato in squadra come un prepotente. Era giovanissimo, aveva 18 anni e riusciva a vincere le gare partendo con il pettorale 45, cosa piuttosto rara””. E viceversa Gros: “”Gustav ci insegnava a sciare anche con i suoi silenzi ed è incredibile come sia riuscito a convivere tecnicamente con Alberto Tomba. Devo ammettere che come tecnico è stato davvero bravo””.

Festeggiamenti al Regio anche per i 100 anni del Parma Football Club. Hanno ritirato il premio il tecnico Roberto Donadoni, il capitano Alessandro Lucarelli e i simboli del grande Parma di vent’’anni fa Lorenzo Minotti e Sandro Melli. Nell’’anno del centenario, Donadoni spera di poter ottenere un risultato in classifica prestigioso e punta molto su Antonio Cassano che considera un giocatore dal talento eccezionale. Sempre in chiave calcistica, tra il pubblico anche un altro simbolo del calcio italiano degli anni ’70, Roberto Boninsegna.

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