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USA: i mercati asiatici saranno la nuova fonte di business militare

By   /   3 Novembre 2013  /   Commenti disabilitati su USA: i mercati asiatici saranno la nuova fonte di business militare

usa armamentiQuando si tratta di business e in particolare di quello degli armamenti ecco che i parlamentari di entrambi gli schieramenti, Democratici e Repubblicani, sono tutti d’accordo.

Infatti, i membri del Comitato Difesa del Congresso hanno in programma 5 audizioni, fino ai primi del 2014, per approfondire l’analisi della politica militare Statunitense verso i mercati emergenti della regione Asiatica, dove, l’amministrazione Obama, nonostante le pressioni finanziarie interne, vorrebbe incrementare la presenza americana dopo il ritiro delle truppe dall’Afghanistan.

La scusa è data dalla crescita della potenza militare cinese, in particolare le sue capacità spaziali, la modernizzazione della flotta navale e aerea e le dispute territoriali, come ad esempio quelle delle isole Diaoyu/Senkaku con il Giappone o Taiwan. Di conseguenza, il Congresso sta analizzando l’impiego dello strumento militare statunitense nella regione e come migliorare le relazioni in termini di sicurezza. Per questo, Washington ha in programma di accrescere la presenza verso i Paesi Asiatici ai quali esportare armamenti. La giustificazione è quella di mettere questi Paesi in grado di provvedere alla loro difesa e, quindi, disporre di armamenti adeguati.

Il Congresso non fissa la politica degli Stati Uniti, ma la può influenzare, controllando il modo con cui viene perseguita. Il Comitato intende spiegare al Congresso e agli americani dell’importanza strategica per gli Stati Uniti di rimanere impegnati nell’area Asiatica del Pacifico dove è stata la potenza dominante durante la II Guerra Mondiale. Per alcuni Paesi Asiatici, tuttavia, gli Stati Uniti non sono in grado di mantenere la supremazia di allora, viste le divisioni interne e la crisi in Medio Oriente.

La cosa principale per noi è la presenza. La nostra presenza è la più grande stabilità che possiamo garantire alla regione”, così si è espresso il Repubblicano Randy Forbes, uno dei 6 membri del Comitato. Per il Democratico Adam Smith, il Comitato dovrà guardare a come gli USA possano garantire gli impegni con gli alleati, come la Corea del Sud e il Giappone, mentre instaura relazioni con altri Paesi della regione. Secondo Smith, gli Stati Uniti dovrebbero cooperare con la Cina per poter gestire le problematiche connesse con la Corea del Nord e lo stesso Afghanistan.

Per il Presidente del Comitato, Howard McKeon, anche se il ruolo principale dovrebbe essere svolto dal Giappone, seconda potenza militare nell’area dopo la Cina, non ci sono mezzi termini: “Tocca a noi fare tutto il possibile per rendere i nostri partner forti in modo da essere capaci di intervenire quando necessario”. Ciò significa che i potenziali “partner”, compreso l’alleato Giappone, dovranno acquisire le necessarie capacità, sia in termini di armamento che di operatività, in modo da poter operare a fianco dei soldati Americani.

Non va sottaciuto che il Giappone ha proprio ieri firmato accordi di cooperazione militare con la Russia, anch’essa in qualche modo preoccupata della crescita della presenza militare Cinese nell’area.

di Vito Di Ventura

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