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Datagate: L’Unione Europea furiosa contro lo spionaggio Americano

By   /   25 Ottobre 2013  /   Commenti disabilitati su Datagate: L’Unione Europea furiosa contro lo spionaggio Americano

Merkel 2I leader dell’Unione Europea, riuniti ieri a Bruxelles, hanno manifestato tutto il loro dissenso verso lo spionaggio degli Stati Uniti nei confronti di membri dell’Unione, tra cui la Cancelliera Angela Merkel e il Presidente Francese Francois Hollande.

L’Agenzia per la Sicurezza Nazionale (NSA) degli Stati Uniti aveva sotto controllo ovvero intercettava le comunicazioni di ben 35 leader mondiali. Proprio a causa di questo scandalo, denominato “Datagate”, la  Presidente del  Brasile, Dilma Rousseff, lo scorso mese ha cancellato la visita di stato a Washington.

Non si devono spiare gli amici. Dobbiamo avere fiducia dei nostri partner e questa fiducia ora deve essere ristabilita. Se il mio cellulare è stato spiato, questo costituisce una violazione alla fiducia”, ha dichiarato la Cancelliera prima della riunione che era stata inizialmente indetta per discutere di economia.

La Merkel ha avuto in incontro privato con Hollande per coordinare una risposta congiunta. L’incontro è avvenuto proprio mentre il quotidiano inglese “The Guardian” rendevano noto che gli USA intercettavano ben 35 leader mondiali, i cui numeri telefonici erano stati forniti alla NSA direttamente dalla Casa Bianca, dal Pentagono e dal Dipartimento di Stato. Questo risulta da un documento classificato del 2006 fornito dal fuggitivo Edward Snowden, in cui si dice che la NSA lavorava a stretto contatto con i “clienti” dei dipartimenti governativi per procurarsi i numeri telefonici dei politici stranieri.

In settimana il Presidente Holland e la Merkel hanno telefonato al Presidente Barack Obama chiedendo chiarimenti, ma Washington, attraverso il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, si è rifiutata di confermare se la Merkel fosse tra le persone intercettate. “Non commenteremo pubblicamente su specifiche presunte attività di intelligence. Questa strada ci porterebbe su un terreno che non vogliamo”, così si è espresso Carney.

Anche altri leader europei, tra cui Premier Italiano Enrico Letta, hanno chiesto che venga fatta luce sulla questione e che Washington fornisca precise spiegazioni. Il Presidente della Commissione Europea, Manuel Barroso, ha chiesto che l’Europa assuma una posizione comune contro lo scivolamento verso ogni forma di totalitarismo.

La protezione dei dati deve essere applicata non solo se riguarda le e-mail o il cellulare di Angela Merkel. Adesso è tempo di agire e non solo di fare dichiarazioni”, ha detto la Presidente della Commissione Giustizia Europea, Viviane Reding.

In Germania, il capo del partito SPD, Sigmar Gabriel, in trattativa per formare un  governo di coalizione con la Merkel, ha dichiarato che le intercettazioni mettono in serio pericolo i negoziati per un accordo commerciale con gli Stati Uniti. Posizione condivisa dal Presidente del Parlamento Europeo, Martin Shulz, mentre i Parlamentari Europei chiedono che venga sospeso lo scambio di informazioni per combattere il terrorismo.

L’ennesimo scandalo dei Servizi Segreti statunitensi ripropone la tematica della sicurezza nazionale,  i metodi per raccogliere informazioni e l’uso che se ne fa delle stesse. Ci sono nazioni come gli USA e la Gran Bretagna, la Russia e la Cina, solo per citarne alcuni ben noti, in cui questo concetto, la sicurezza nazionale, è fortemente sentito, ed altre, tra cui certamente l’Italia, in cui è più debole e più facilmente permeabile. Ma di intercettazioni, non solo quelle disposte dai giudici, il modo vive. In fondo, “spiare dal buco della serratura oppure origliare” è il gioco più vecchio del mondo. Ma questo non giustifica chi lo fa ed è giusto che ci lo subisce reagisca.

di Vito Di Ventura 

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