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L’Arabia Saudita rifiuta il posto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU

By   /   19 Ottobre 2013  /   1 Comment

consiglio di sicurezza ONUL’Arabia Saudita, con un gesto senza precedenti, dopo aver ottenuto l’ambito posto nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha clamorosamente rifiutato.

Come è noto, il Consiglio di Sicurezza è composto da 15 membri, di cui 5 permanenti (Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito, Francia) e 10 a rotazione biennale.

A quanto pare le ragioni sono da ricercare nel comportamento tenuto dagli Stati Uniti negli ultimi 2 anni. In particolare, il gigante petrolifero non ha gradito il modo in cui gli Stati Uniti hanno trattato alcune crisi regionali, in Egitto e in Siria, senza tralasciare il recente avvicinamento all’Iran, nemico storico in quanto uno shiita (Iran) e l’altro sunnita.

In Egitto, gli Stati Uniti sono stati contrari al colpo di mano dei militari, mentre l’Arabia Saudita ha sostenuto la caduta del Presidente Morsi rifornendo i ribelli di armi e denaro. In merito alla questione Siriana, gli USA, dopo averlo annunciato, non hanno dato seguito ad alcun intervento armato accettando l’accordo sulle ispezioni e la distruzione delle armi chimiche proposto dalla Russia. Riad si era mobilitata invece contro Assad, sostenuto dall’Iran, finanziando le fazioni in campo e puntando su un crollo del regime.

La vicenda  ha sorpreso tutti anche perché l’Ambasciatore Saudita all’ONU, Abdallah Al-Mouallimi, aveva salutato il voto di ieri dicendo che il suo governo aveva preso l’elezione “molto seriamente” e la riteneva “il riflesso di una politica che da tempo veniva praticata a sostegno della moderazione e della risoluzione delle dispute con mezzi pacifici”.

Questa dichiarazione è in netto contrasto con il comportamento del Ministro degli Esteri saudita che aveva annullato il suo discorso all’ultima assemblea dell’ONU accusando il Consiglio di Sicurezza di aver fallito nel Medio Oriente su diversi fronti: per non aver posto fine alla guerra in Siria che ormai dura da 2 anni e mezzo e per non aver risolto il conflitto Israelo-Palestinese che nel frattempo ha portato la regione a dotarsi di armi di distruzione di massa.

Secondo alcuni esperti potrebbe essersi creata una spaccatura all’interno della guida Saudita, dove però alla fine è sempre il Re Abdullah Al Saud a dire l’ultima parola. Oppure potrebbe essere che, con questa mossa eclatante, l’Arabia Saudita voglia riprendersi il ruolo regionale che gli è sfuggito a vantaggio di altri Paesi del Golfo, come il Qatar, molto attivo sulla scena internazionale, in particolare durante la Primavera Araba.

L’Arabia Saudita è uno dei Paesi fondatori delle Nazioni Unite, avendovi aderito il 24 ottobre 1945, il giorno in cui, in San Francisco, fu unanimemente adottata la Carta dell’ONU. Ha sempre mantenuto un profilo molto basso, fino a pochi anni fa, quando ha cominciato ad essere più attiva, cercando ed ottenendo posti in molti organismi ONU e in particolare nel Consiglio dei Diritti Umani.

di Vito Di Ventura

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1 Comment

  1. mogol_gr ha detto:

    Hanno semplicemente capito l’esistenza inaudita della NATO.

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