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Il confine come segno distintivo di…Unione

By   /   2 Ottobre 2013  /   Commenti disabilitati su Il confine come segno distintivo di…Unione

Il mondo di oggi si muove vorticosamente, i collegamenti sono sempre più veloci e le distanze si riducono. Sembra dunque essersi persa l’idea di confine come territorio di scambio e incontro tra le nazioni invece è proprio qui che nasce la radice della più vera essenza dell’idea di Europa. Così ha origine il progetto di ripercorrere a piedi, come gli antichi pellegrini, lo storico sentiero della Via Alta, che collega la Via Francigena al Cammino di Santiago. L’idea è quella di viaggiare attraverso Italia e Francia seguendo le antiche vie tradizionali, camminando tra la storia, la natura e le usanze classiche. Questa incredibile quanto romanzesca esperienza si snoda così attraverso la Valsusa, il Monginevro e la Provenza. Il vecchio percorso affonda le radici in epoca romana, nel tracciato dell’antica via Domizia, e attraversa epoche storiche differenti rivelando i cambiamenti del rapporto tra le due nazioni nel corso dei secoli. Lungo la strada, dunque, si incontrano resti di epoca romana e ci si imbatte nelle storiche fortificazioni costruite a difesa dei confini. Non va sprecata l’occasione di ammirare opere memorabili quali le Terme e il Teatro di Arles, il cui centro storico è dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO, stesso importante riconoscimento per le Fortezze Vauban. Di epoca prettamente medievale monasteri e cattedrali che, al tempo, furono importanti centri di conservazione e diffusione della cultura. Si attraversano città di grande fascino e magnetismo come Torino, Embrun, Avignone, ma anche aree di notevole importanza spirituale come il santuario di Notre Dame du Laus, dove sembra che la Vergine apparve per ben 54 anni nel corso del 1600. Si attraversa un territorio dalla varietà infinita in cui piano piano le risaie lasciano il passo ai campi coltivati della Pianura Padana fino ai grandi passi alpini. Si distingue il dolce paesaggio provenzale e l’immenso selvaggio delta della Camargue. Buona parte del territorio è protetta e salvaguardata attraverso piccoli e grandi parchi regionali e nazionali che preservano e garantiscono i caratteristici ecosistemi. Si tratta di aree inserite nel Parco Fluviale del Po Torinese, nel Parco Naturale Regionale di Orsiera Rocciavré, nel Parco Nazionale degli Ecrins, nel Parco Naturale Regionale del Luberon e nel Parco Naturale Regionale delle Camargue. Un percorso tra Italia e Francia è, ovviamente, anche un invito alla scoperta del patrimonio enogastronomico, una serie di ricchezze e di eccellenze legate ai diversi territori e alle diverse zone attraversate. Si va dalle cioccolaterie torinesi alle cofiseries di Apt, dai Bistrot de Pays ai ristoranti stellati, insomma, la Via Alta è un costante invito anche ai piaceri della tavola. Il viaggiatore moderno ha a disposizione diverse chiavi di lettura: la storia, la natura, la spiritualità e la tradizione. Tantissimi gli spunti per la riscoperta di un tempo in cui la diffusione delle idee avveniva letteralmente “a passo d’uomo”, creando radici comuni europee e legami indissolubili proprio attraverso i territori di confine.

di Marta Parcesepe

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