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Il protagonista della settimana: Luca Toni

By   /   26 Agosto 2013  /   Commenti disabilitati su Il protagonista della settimana: Luca Toni

Quando nel gennaio 2012 Luca Toni decise di volare a Dubai, per vestire la maglia dell’Al Nasr, la sua carriera sembrava ormai avviata verso il tramonto. Dopo aver alzato la Coppa, nella notte di Berlino, l’attaccante emiliano sceglieva il ricco prepensionamento in terra d’Arabia, alla ricerca delle ultime rete di una carriera ricca di soddisfazioni. Campione del Mondo, capocannoniere in Serie A, Serie B e Bundesliga, Scarpa d’Oro nel 2006: pur avendo speso molti anni della propria carriera in squadre di medio livello Luca Toni è stato uno dei grandi attaccanti italiani dei primi anni 2000.

Dopo una lunghissima gavetta, nei campi della Serie C, nel 2000, a 23 anni, arriva l’esordio in Serie A, con la maglia del Vicenza. 9 reti in 31 partite non bastano alla salvezza dei biancorossi, ma attirano su quel centravanti di 192 cm le attenzioni di tante squadre. Il Brescia paga 30 miliardi per averlo, sarà l’acquisto più costoso della storia delle rondinelle. Due stagioni con Mazzone in panchina, ma tanti guai fisici, e poi è ancora Serie B. Toni va a Palermo, per vestire la maglia rosanero. 30 gol per riportare i siciliani nella massima seria. Intanto anche Marcello Lippi, commissario tecnico della nazionale, decide di testarlo. Arriva la convocazione per l’amichevole con l’Islanda nell’agosto 2004, la prima di 47 presenze in maglia azzurra.

Anche in Serie A Toni trova la rete con grande facilità. Ne segna 20 al Barbera e poi passa alla Fiorentina. I viola hanno finalmente un degno erede di Batistuta. 31 reti nella prima stagione, 16 nella seconda. Toni è nei 23 di Germania 2006, attaccante titolare della nazionale azzurra. Arriva la Coppa e nell’estate post-mondiale lo vuole l’Inter. La Fiorentina non ne vuole sapere e i Della Valle chiudono con il Bayern Monaco. Toni va i Germania e vince la Bundesliga. I tedeschi sono pazzi di lui e gli dedicano anche una canzone. L’idillio è però brevissimo. Van Gaal prende il posto di Hitzfeld e per Toni non c’è più spazio. La Roma lo riporta in Italia, ma i malanni fisici lo limitano. Poi Genoa e Juventus: esperienze brevi e anonime.

Nel gennaio 2012 Toni vola a Dubai. Sarà il ritiro dorato del campione? Pochi mesi poi è di nuovo Fiorentina. I viola rimangono con il fiammifero in mano, dopo l’affaire Berbatov, e, l’ultimo giorno di mercato, mettono sotto contratto il vecchio bomber. Toni si sbatte, segna 8 reti, fa da chioccia ai giovani attaccanti della squadra di Montella, ma lo spunto non è più quello di una volta. Dura la “vecchiaia”… ma ciò che l’età toglie in brillantezza lo rende in esperienza. Il Verona, appena tornato in Serie A, lo vuole per dare peso al suo attacco. Toni riparte dal Bentegodi.

L’esordio con la nuova maglia è da amarcord. Al Barbera, contro il Palermo, torna da ex. Il pubblico lo fischia, ma Toni segna il gol della vittoria. Una rete alla prima ufficiale, un avvio quasi perfetto. Quasi… perchè la perfeziona arriva pochi giorni dopo. Verona-Milan: anticipo della prima giornata di Seria A. L’Hellas, dopo l’incubo della Serie C, è di nuovo tra i grandi. Avvio proprio contro il Milan, in una partita nel passato spesso decisiva per l’assegnazione degli scudetti. Verona è ancora fatale per i rossoneri. Dopo il vantaggio di Poli è proprio Toni a regalare la vittoria agli scaligeri. Una doppietta, la mano all’orecchio: l’esultanza è sempre la stessa. Per Luca Toni la pensione può attendere, prima c’è una missione da compiere: regalare la salvezza al Verona.

di Luca Toni

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