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Norvegia, i murales di Picasso alla demolizione

By   /   22 Agosto 2013  /   Commenti disabilitati su Norvegia, i murales di Picasso alla demolizione

Due opere d’arte nel centro di Oslo che ora rischiano di essere irrimediabilmente distrutte. Potrebbe essere questo il destino dei murales di Pablo Picasso, realizzati negli anni Sessanta sulle pareti di alcuni edifici governativi della capitale norvegese. Il quaranta per cento dei cittadini ha già decretato la sorte dei dipinti, dichiarandosi d’accordo con l’abbattimento degli uffici; come se non bastasse, i palazzi sono stati ulteriormente danneggiati dall’attentato del 2011, quando Anders Breivik fece esplodere alcune cariche nel centro di Oslo. Entro i primi mesi del prossimo anno il governo dovrà pronunciarsi in merito alla controversa questione: resterà da vedere se le opere saranno distrutte, oppure spostate in altra sede, o ancora se i palazzi potranno essere salvati.

I murales interessati non sono tra le opere più famose di Picasso, ma sono certamente unici perchè furono i primi lavori del pittore su cemento. L’argomento delle raffigurazioni è mitologico e naturalistico: i moderni affreschi rappresentano infatti «La spiaggia», «Il gabbiano», «Il satiro e il fauno» e «Il pescatore». Resta da vedere se il popolo norvegese sarà disposto a privarsi di opere d’arte dall’indubbio valore storico-artistico: gli avvocati della famiglia di Picasso non si sono infatti detti disposti a permettere lo spostamento dei murales in un altro luogo, dal momento che il fondatore del Cubismo lì realizzò appositamente per quegli edifici.

Nei palazzi governativi in questione, tuttavia, albergano vecchi e dolorosi ricordi, dovuti per l’appunto all’attentato di Breivik: i quadri di Picasso sorgono su una delle pagine più dolorose della storia della Norvegia. Le bombe hanno indebolito gli edifici, ma lasciato quasi intatti i murales («I pescatori», ad esempio, risulta integro). La direzione dei Beni Culturali della Norvegia aveva già lanciato un appello all’inizio del 2013, chiedendo di impegnarsi per conservare un’importante testimonianza delle epoche passate. Joen Holme, capo del Direttorato, ha infatti affermato: «Non possiamo demolire le parti migliori di un’epoca di cultura solo perchè oggi le troviamo brutte».

Il governo norvegese ancora non è giunto a una decisione definitiva: restano quattro mesi per decidere cosa fare. Si potrebbe optare per il piano meno costoso, quello di demolire gli edifici spostando i murales altrove: resta comunque da vedere dove porterà il dialogo fra le organizzazioni di Oslo e gli avvocati della famiglia di Picasso, oltre che all’opinione di molti puristi dell’arte. I murales sopravvissuti a Breivik, forse, stanno per essere tolti dalla loro sede, e gli edifici che hanno visto lo scoppio della bomba stanno per cadere sul serio.

di Chiara Gagliardi

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