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La voce greca – “Il politico opportunista”. Chi è il Primo Ministro Antonios Samaras

By   /   30 Luglio 2013  /   Commenti disabilitati su La voce greca – “Il politico opportunista”. Chi è il Primo Ministro Antonios Samaras

Gli Efori gli chiesero anche: ‘Quali sono i tuoi piani? Vuoi sbarrare il passo ai Barbari?’. Lui rispose: ‘L’unica cosa che certamente faremo sarà di morire per i Greci’.

Nato ad Atene il 23 maggio del 1951, Samaras ha studiato all’Athens College, una scuola superiore frequentata dai rampolli delle classi più abbienti. Si è laureato in economia all’Amherst College nel 1974 ed ha conseguito un MBA (Master in Business Administration) all’Harvard University nel 1976. Durante gli anni dell’Amherst College Samaras era compagno di stanza dell’ex primo ministro George Papandreou.

Dopo essere stato rimosso dall’incarico nel 1992, per le differenti vedute in merito alla “Questione Macedone” e all’apertura dei confini con l’Albania, Samaras ha lasciato il partito e ha fondato Primavera Politica. Il passaggio di alcuni parlamentari di Nuova Democrazia al nuovo gruppo guidato da Samaras causarono la caduta del governo nel 1993. In seguito, alle elezioni politiche del 1993, Primavera Politica ottenne il 4,9% dei voti, conquistando così 10 seggi, mentre alle Europee del 1994 il partito raddoppiò i consensi, l’8,7% dei suffragi gli permetterono di ottenere 2 scranni a Strasburgo.

Samaras ha uno zio paterno, George, che è stato membro del Parlamento negli anni 50 e 60, eletto nel distretto di Messenia nel Peloponneso. Apparteneva all’ala di destra del partito ERE (unione radicale nazionale). La nonna, Penelope Delta, è stata una nota scrittrice; è morta suicida il 2 maggio 1941, giorno in cui i tedeschi entrarono ad Atene durante la seconda guerra mondiale.

Antonios Samaras è quindi cresciuto in un ambiente privilegiato, inserito nell’alta società ateniese, tra una partita di tennis e un party nei club più esclusivi. Un talento, quello con la racchetta, che all’età di 17 anni lo ha portato a vincere il Greek Teen Tennis Championship. Anche in politica Samaras ha mostrato presto le proprie doti. Eletto nelle fila del partito Nuova Democrazia, nel 1977 è entrato in Parlamento, ereditando il seggio dello zio George. Nel 1989 è nominato ministro delle Finanze, quindi ministro degli Esteri nel governo di Konstantinos Mitsotakis (1990-1993).

Nel 1996 inizia il declino: alle politiche Primavera Politica non supera la soglia di sbarramento del 3%, fermandosi solamente al 2,9% e rimanendo così escluso dal Parlamento. Nel 1999 il partito perde ulteriori consensi e scende al 2,3%. Il declino di Primavera politica si conclude nel 2000 evitando la partecipazione alle elezioni, il suo leader infatti sostiene pubblicamente Nuova Democrazia. Nel 2004 Samaras torna ufficialmente nel vecchio partito e viene eletto al Parlamento europeo.

L’avventura alla UE dura solo 3 anni. Nel 2007, infatti, Samaras viene eletto al Parlamento greco, sempre nel collegio di Messenia, e si dimette dal Parlamento europeo. Nel gennaio 2009, a seguito di un rimpasto di governo, viene nominato Ministro della Cultura e, nel luglio del 2009, inaugura il nuovo Museo dell’Acropoli, favorendo l’assunzione di molti lavoratori provenienti dal suo distretto elettorale. Nel 2009 gli abitanti di Messenia lo rieleggono parlamentare e, la sconfitta elettorale ,portò il leader del partito, Kostas Karamanlis, a rassegare le dimissioni. Con il 50,6% delle preferenze Samaras venne eletto alla guida di Nuova Democrazia, superando per una manciata di voti Dora Bakogianni, figlia dell’ex Primo Ministro Kosta Mitsotakis.

Nel febbraio del 2010 il primo ministro Giorgos Papandreou consegna la chiavi del paese alla troika. Le sofferenze del popolo greco hanno inizio. Samaras inizialmente si era schierato contro le soluzioni volute dai burocrati di Bruxells, animando la campagna antigovernativa e denunciando le conseguenze che le politiche di asuterity avrebbero avuto sull’economia greca. Presto però questa opposizione si affievolisce e il suo partito diventa il principale alleato della troika. Nelle elezioni del giugno 2012, in un clima reso incandescente dalle pressioni internazionali e dal clima di paura creato dai media, Nuova Democrazia ottiene il 29,66% dei voti, superando i rivali di Syriza, partito di sinistra, che si attesta al 26,89%. Il premio di maggioranza previsto dalla legge elettorale, 50 seggi, consegna la maggioranza a Samaras che viene incaricato dal Presidente della Repubblica di formare un governo. Nasce un esecutivo di coalizione, insieme al Pasok (il partito socialista) e Dimar (un piccola formazione anch’essa di sinistra). Nel giugno 2013 Dimar ritira l’appoggio al governo: i vecchi nemici, Pasok e “Nuova Democrazia”, sono ora i soli alleati di governo. La parola “no” ai dettami della troika e delle decisioni prese fuori dai confini greci non esiste nel governo presieduto da Samaras.

Dopo aver chiuso la TV pubblica l’esecutivo può contare sull’appoggio dei canali televisivi privati, di proprietà di amici e collaboratori, e della maggior parte dei giornali. Il governo ha approvato 17 provvedimenti attraverso l’uso dell’Atto legislativo, cioè senza passare per il voto parlamentare.

Si dice che in Grecia, sia pure sotto le spoglie del governo democratico, si sia tornati indietro nel tempo, ai tempi della giunta che dominò il paese tra il 1967 e il 1974. L’attuale classe dirigente ha il solo obbiettivo di mantenere il potere e non ha nessun interesse per le reali condizioni della popolazione. Le persone hanno paura di perdere anche quel poco che gli è rimasto: un totale caos.

Samaras è l’uomo che ha cambiato idea e posizioni continuamente, dimostrando di avere come unico fine il mantenimento del potere. Solo due settimane fa il segratario del governo, Takis Baltakos, ha dichiarato che “Nuova Democrazia” potrebbe collaborare con il partito di estrema destra Alba Dorata solo per rimanere il governo…

La coalizione diabolica formata da Nuova Democrazia e Pasok sta governando il paese seguendo le errate ricette del Fondo Monetario Internazionale, curandosi solo di non disobbedire ai propri “padroni”. Nonostante gli ingenti tagli e gli immani sacrifici del popolo greco, che continua a soffrire, il debito pubblico è aumentato fino a 305,3 miliardi di euro. La Grecia sta andando dritta verso la bancarotta, ma Samaras e i suoi non sembrano interessarsene.

di Christos Vakalopoulos

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