Loading...
You are here:  Home  >  Sport  >  Atletica  >  Current Article

Conclusi i Campionati Italiani Assoluti di Milano

By   /   29 Luglio 2013  /   Commenti disabilitati su Conclusi i Campionati Italiani Assoluti di Milano

Nella terza ed ultima giornata di gare all’Arena Civica “Gianni Brera” di Milano, si registra la doppietta tricolore per Marzia Caravelli nei 200 metri, dopo la vittoria di ieri nei 100hs. Altrettanto fa Giulia Viola che al successo nei 5000 metri abbina quello nei 1500. Nei 3000 siepi, un’allieva campionessa italiana assoluta è Nicola Svetlana Reina, 16 anni ancora da compiere, allenata da Giorgio Rondelli e sesta ai Mondiali di categoria a Dontesk, due settimane fa, e oggi capace di imporsi a ritmo di miglior prestazione italiana under 18. Nei 200 metri, dedicati alla memoria di Pietro Mennea, vedono prevalere Diego Marani, nei 400 metri conferma del capolista stagionale Matteo Galvan, con Chiara Bazzoni prima tra le donne.

Restando al giro di pista, ma con barriere, bel progresso personale per Eusebio Haliti che firma un significativo 49.85, imitato dalla primatista nazionale Yadisleidy Pedroso, campionessa dei 400hs. A quattro anni di distanza torna a vincere su questa stessa pedana il triplista Fabrizio Schembri, nel martello, infine, continua il regno di Nicola Vizzoni che centra l’ennesimo titolo della sua lunga carriera.

Nel giavellotto donne è Sara Jemai l’ultima campionessa italiana assoluta della rassegna 2013. La 21enne dell’Esercito, già protagonista di diversi exploit in stagione, batte la più titolata Zahra Bani) e porta a casa il primo titolo tricolore della carriera. Il lancio vincente, il terzo della serie, con la piemontese superata di non molto. Spicca il quarto posto dell’allieva Ilaria Casarotto.

Nel 4×400 donne stesso discorso a quello della staffetta maschile per l’Esercito, tra le donne, che si impone schierando un quartetto da Nazionale almeno per tre quarti (Baldessarri, Milani, Chigbolu, Bazzoni). Il crono conclusivo è di 3:39.33, con Milani in grande spolvero e Bazzoni che si produce in uno spunto terminale per avere ragione della Bracco Atletica (3:40.85).

Mentre nel 4×400 uomini gli atleti delle Fiamme Gialle chiudono la serata con l’ultima fatica. Tricca, Valentini, Barberi e Lorenzi spendono le residue energie per terminare la staffetta del miglio in 3:10.55. Quanto basta per avere ragione dei Carabinieri (3:11.35).

Nel triplo uomini la gara che regala una delle migliori prestazioni tecniche della seconda giornata. La ottiene Fabrizio Schembri (Carabinieri), che atterra a 16,98 nel secondo dei tentativi a disposizione. Il resto delle prove, però (diverse delle quali molto lunghe) finisce con una bandiera rossa alzata, dando alla serie del bergamasco la stessa configurazione di quella della gara di Chiara Rosa nel getto del peso. Il secondo posto va a Michele Boni (Aeronautica), l’unico altro atleta capace di far registrare un salto da 16 metri (16,19).

Nell’alto uomini si è notata l’assenza di Chesani, a riposo a scopo precauzionale, la sorpresa, l’ennesima, la serve Marco Fassinotti (Aeronautca) che si arrampica fino a 2,27 per soffiare il titolo tricolore al già convocato per Mosca Marco Tamberi (Fiamme Gialle, secondo con 2,25). La sfida è bellissima, e si accende proprio a 2,25. Fassinotti supera l’asticella al secondo tentativo, mentre Tamberi ce la fa al terzo, riaprendo, seppure solo momentaneamente, la questione per la maglia tricolore. Aggiunti due centimetri, Fassinotti fa centro al secondo tentativo, con Tamberi che, dopo due nulli, spende le possibilità residue a 2,29. Senza però ottenerne un esito positivo. Al terzo posto, si rivede il bergamasco Andrea Bettinelli (Fiamme Gialle, 2,21), che si esalta sulla pedana amica dell’Arena.

Nell’asta donne l’esito è a sorpresa. Le due junior Sonia Malavisi (Acsi Italia) e Roberta Bruni (Forestale/Studentesca), dominatrici della stagione, evidentemente ancora affaticate dopo la prova degli Europei di categoria di Rieti, finiscono lontane dalla maglia tricolore. La Malavisi si arrende ai 4,00 della misura d’entrata, mentre la Bruni è terza con 4,10. Il titolo va a Giorgia Benecchi (Esercito), che si impone in virtù dell’assenza di errori alla misura di 4,20; seconda è Elena Scarpellini (Aeronautica), anche lei capace di salire a 4,20, ma al secondo tentativo a disposizione.

Nei 3000st uomini la soluzione della corsa viene dallo sprint finale. Jamel Chatbi (Riccardi), dopo aver a lungo condotto la marcia, resiste al doppio attacco di Yuri Floriani (Fiamme Gialle), e taglia il traguardo in 8:41.20.
Nel peso donne basta un solo lancio, a Chiara Rosa (Fiamme Azzurre), per vincere il tredicesimo titolo italiano. Alla prima prova, la veneta fa segnare 17,47: nulla di eccezionale, in realtà, ma abbastanza per tenere a bada le altre (Julaika Nicoletti, Forestale, è seconda con 16,75). Dopo, seguono 4 nulli ed una rinuncia. Tra le battute, anche la junior Monia Cantarella, quinta con 14,21.

Nei 3000st donne un’allieva campionessa italiana assoluta. E’ Nicola Svetlana Reina, la bimba (vista l’età, 16 anni ancora da compiere) della Pro Patria Cus Milano, sesta ai Mondiali di categoria a Dontesk, due settimane fa, e oggi capace di imporsi a ritmo di miglior prestazione italiana under 18 (10.13.89, precedente 10:44.22, sempre da lei ottenuto quest’anno, il 27 giugno a Curno). Seconda fino all’ultima barriera, la Reina (allenata da Giorgio Rondelli), scesa dall’ostacolo, ingrana una marcia straordinariamente efficace, superando Valeria Roffino (Fiamme Azzurre, seconda in 10:14.14).

Nel disco uomini il titolo va a Giovanni Faloci al termine di una gara di ottimo livello nazionale. L’umbro delle Fiamme Gialle si impone con 62,56, ma non è il solo a superare la fatteccua dei 60 metri, perché anche Hannes Kirchler (Carabinieri) ottiene una misura di rilievo, 61,73. E’ il giusto premio per Faloci, autore di una stagione di notevole spessore, impreziosita dall’argento vinto alle Universiadi di Kazan.

Nei 200m donne Marzia Caravelli (Cus Cagliari) vince la sfida con Gloria Hooper (Forestale) nel mezzo giro di pista, grazie ad una curva corsa davvero a gran ritmo. Hooper produce la consueta (purtroppo per lei) partenza ritardata, ma stavolta si trova di fronte un’avversaria diversa dal solito, capace di resistere alla sua (altrettanto consueta) prodigiosa rimonta. Caravelli tiene nel finale, e taglia il traguardo in 23.16 (+0.7, primato personale abbassato di due decimi, rispetto al 23.38 del giugno scorso), la veronese è seconda in 23.21. Entrambi tempi di assoluto rispetto. Irene Siragusa (Atletica 2005) si conferma in netta ascesa, finendo terza in 23.79.

Nei 200m uomini la sorpresa del pomeriggio la serve Diego Marani (Fiamme Gialle), che si inserisce nella lotta a due annunciata tra Manenti e Demonte, andando a vincere, sulla pista della sua Riccardi, con un probante 20.77 (-0.6). Davide Manenti (Aeronautica), uscito dalla curva a fianco del vincitore, è secondo in 20.91; Enrico Demonte (Fiamme Oro) è terzo con 21.03. Lo junior Eseosa Desalu (Fiamme Gialle/Inteflumina) acciuffa il quarto posto (21.15), dando dimostrazione di straordinaria efficacia. Da qui usciranno con ogni probabilità maglie per la 4×100 azzurra.

Nel lungo donne il titolo tricolore va a Tania Vicenzino (Esercito), che si esalta sulla pedana magica dell’Arena. Il suo 6,47 al terzo tentativo (vento +0.9) brilla in una serie impreziosita anche dal 6,44 iniziale. Darya Derkach (Acsi Italia), la favorita della vigilia – 6,67 quest’anno e convocazione per i Mondiali già in tasca – è seconda con 6,20 (+0.1).

Nei 400m donne Chiara Bazzoni era la favorita della vigilia, ed il pronostico viene rispettato in pieno sulla pista dell’Arena. La toscana dell’Esercito, abile a distribuire lo sforzo, si impone in 52.57, dopo essere entrata per prima sul rettilineo conclusivo, affiancata dalle compagne della 4×400 azzurra. Maria Benedicta Chigbolu (Esercito/Studentesca Cariri) è seconda in 53.08, Maria Enrica Spacca (Forestale) terza in 53.22, Elena Bonfanti (Lecco Colombo Costruzioni) quarta in 53.31. Premessa, è l’augurio, per un buon Mondiale a Mosca, tra due settimane.

Nei 400m uomini si era già capito ieri, durante le batterie, quanto Matteo Galvan fosse in condizione. Ed il vicentino delle Fiamme Gialle ha confermato le impressioni nella finale, vincendo con un probante 45.71, al termine di una prova maiuscola (soli 12 centesimi peggio del 45.59 di stagionale ottenuto a Mersin, ai Mediterranei). Avvio molto veloce – forse anche troppo – per Galvan, che ingoia immediatamente, ed inesorabilmente, tutti gli avversari; ai 300 l’azzurro è solo, con un margine molto ampio: gli ultimi metri sono difficili, ma non pesano poi più di tanto. Marco Lorenzi (Fiamme Gialle) è secondo in 46.68, Isalbet Juarez (Fiamme oro) terzo in 46.85.

Nei 1500m uomini la corsa sul miglio metrico al maschile racconta di una generazione talentuosa ma probabilmente ancora alla ricerca di una dimensione, e si chiude con la vittoria di Merihun Crespi (Esercito) in 3:42.66. Marouan Razzine (Cus Torino) veste i panni del pace maker, guidando il gruppo fino ai 1100 metri, prima di fermarsi. Nel finale, Crespi è saggio a non anticipare la volata: il suo spunto arriva negli 80 metri conclusivi, e regola le aspirazioni di Stefano Guidotti Icardi (Cus Torino, 3.43.35) e Luca Leone (Cus Por Patria, 3:43.66).

Nei 1500m donne la doppietta di Giulia Viola (Fiamme Gialle) diventa tale negli ultimi 10 metri dei 1500, quelli necessari a superare la compagna di club (e di allenamenti ) Margherita Magnani, ed aggiungere al titolo tricolore vinto ieri sera nei  5000 anche quello del miglio metrico. Le due fanno gara a parte: Viola detta il ritmo per mille metri (2:53.2), Magnani passa al comando alla campana, ma la coppia non si scompone mai. All’entrata in rettilineo la veneta prende fiducia e attacca, fino a colmare il piccolo gap subito e a scavalcare la Magnani (4:14.26 il crono della vincitrice, 4:14.35 quello della seconda).

Nei 400hs uomini i risultati vanno ottenuti nelle occasioni che contano. La massima che va per la maggiore in atletica deve essere piaciuta particolarmente ad Eusebio Haliti (Rocco Scotellaro Matera), che realizza il primo sub-50 della carriera proprio nella finale degli Assoluti. Il ragazzo d’origine albanese esce come un missile sul rettilineo, andando a prendere prima Giacomo Panizza e poi Aramis Diaz, chiudendo in un eccellente 49.85, dodicesima prestazione italiana di sempre, non lontana dal minimo B per i Mondiali di Mosca (49.60). In scia, Giacomo Panizza (Fiamme Oro) firma il personale con 50.22, Aramis (Riccardi Milano) è terzo in 50.44, Leonardo Capotosti (Fiamme Gialle) è quarto in 50.50. Ossigeno per le barriere basse, che al maschile, quest’anno, orfane di Jose Bencosme (ancora alle prese con un infortunio), avevano faticato abbastanza.

Nei 400hs donne anche in questo caso si tratta di una prima volta, quella del match tra tutte le ostacoliste del giro di pista messesi in luce nel corso della stagione. La spunta, come da facile pronostico, Yadisleidy Pedroso (Cus Pisa atletica Cascina), la primatista italiana, che taglia il traguardo in 55.26. Alle sue spalle, con una prova equilibrata e grintosa nel finale, Manuela Gentili (Cus Palermo, 55.83, primato stagionale), si toglie la soddisfazione di battere Jennifer Rockwell (Acsi Italia, 56.32, terza). Doveri (Esercito) è quarta in 58.28, la ritrovata Elisa Scardanzan (Valsugana Trentino) è quinta in 58.53. Ma il futuro è tutto di Irene Morelli (Osa Saronno, 59.92), 18 anni, mezzi fisici da top, e finalista agli Europei di categoria di Rieti della scorsa settimana.

Nei 200 donne – batterie – Primo round, a distanza, di una delle sfide più interessanti del pomeriggio, quella tra la campionessa dei 100 metri, Gloria Hooper (Forestale), e quella dei 100 metri ostacoli, Marzia Caravelli (Cus Cagliari). Entrambe passano il turno con estrema facilità: Caravelli chiude in 24.11 (-0.3), mentre Hooper, in altra batteria, sigla il miglior crono, 23.92 (-0.4). Il confronto finale, seppure alla terza giornata di una rassegna tormentata dal caldo, potrebbe generare risultati molto interessanti.

Nei 200 uomini – batterie – E’ la “prima” per il nuovo Enrico Demonte (Fiamme Oro), dopo il clamoroso 20.45 di La Chaux de Fonds (7 luglio). Il ligure allenato da Umberto Pegoraro parte con decisione, alza il piede dall’acceleratore dopo metà rettilineo, e chiude in 21.12 (-0.4). Promosso. Nell’altra batteria fa meglio di lui l’altro favorito per il titolo, Davide Manenti (Aeronautica): il 20.99 finale (-1.3) è figlio però di un impegno più accentuato. Vanno in finale anche lo junior Eseosa Desalu (Fiamme Gialle/Inteflumina), 21.26 in scia a Demonte, e Diego Marani (Aeronautica), 21.35.

Nel martello uomini, compirà 40 anni il 4 novembre prossimo, ma resta sempre il numero uno in pedana. Nicola Vizzoni (Fiamme Gialle) centra l’appuntamento con il titolo nazionale numero 24 della sua lunghissima carriera e si incammina verso il nono mondiale (presente ininterrottamente dalla rassegna iridata di Atene 1997). Il toscano, incurante del caldo del pomeriggio (oltre 35 gradi all’ombra) chiude all’ultimo dei sei lanci con una miglior misura di 74,10 (serie: 72,57; 73,85; 73,08; 73,76; 72,60; 74,10). Al suo posto Marco Lingua, che non arriva distante (73,85), senza però riuscire ad aver ragione dell’avversario di mille battaglie. Menzione speciale per Giovanni Sanguin (Fiamme Oro), quinto con 67,89 nell’ultimo appuntamento della carriera.

foto: Colombo – Fidal

    Print       Email

You might also like...

GP Suzuka – Giappone: l’analisi della gara

Read More →