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Il caravaggesco Mattia Preti

By   /   22 Luglio 2013  /   Commenti disabilitati su Il caravaggesco Mattia Preti

La mostra “Mattia Preti, il Cavalier calabrese. Un artista tra Caravaggio e Luca Giordano” è stata  inaugurata in uno con il Salone Internazionale del libro di Torino. La coincidenza non è casuale, ma è legata al fatto che la Calabria, oltre ad aver dato i natali a Mattia Preti, è Regione ospite d’onore del Salone allestito presso il Lingotto.

In occasione del quarto centenario dalla nascita di Mattia Preti si è costituito un apposito Comitato per le celebrazioni presieduto da Vittorio Sgarbi. Tra le varie iniziative approntate per l’occasione, si è tenuta anche la presentazione al Salone del volume del noto critico d’arte “Vittorio Sgarbi racconta Mattia Preti”.

La mostra presso la Venaria Reale, fruibile fino al 15 settembre grazie alla curatela di Keith Sciberras, professore di Storia dell’Arte all’Università di Malta e dello stesso Sgarbi, vuole indagare le influenze artistiche subite dal grande pittore seicentesco nel suo percorso creativo.

Di Mattia Preti, nato nel comune calabrese di Taverna nel 1613 e deceduto a Malta nel 1699, è presente in rassegna un’importante selezione della sua originale ricerca pittorica che comprende opere come “Susanna e i vecchioni”, “Un soldato”, “Giuditta e Oloferne” e “Concerto a tre figure”.

Nelle Sale delle Arti della Reggia sono esposte complessivamente quaranta opere provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private non solo italiane, ma anche inglesi e maltesi. I dipinti di Preti sono affiancati da opere di maestri come Caravaggio e Luca Giordano, appositamente scelte per documentare le sicure influenze subite dal pittore calabrese.

Mattia Preti fu infatti colpito dalle opere di Caravaggio ed in particolare dalla sua visione della luce. Divenne quindi un convinto “caravaggesco”, dando origine ad una prolifica produzione pittorica arricchita dall’abilità tecnica nel rappresentare in modo teatrale le emozioni ed i tormenti dell’esistenza umana.

Oltre che del Merisi, Mattia Preti subì la contaminazione di altri artisti come Tintoretto e il Veronese, ma più in particolare Luca Giordano e il Guercino del quale ultimo è esposta in mostra la grande tela “La Visione di San Girolamo”, contraddistinta da un potente uso del chiaroscuro.

Per il pubblico il piatto forte dell’esposizione è peraltro rappresentato dal dipinto “Il Riposo durante la fuga in Egitto” di un giovane Merisi, eccezionalmente prestato dalla Galleria Doria Pamphili di Roma.

Per tornare a Mattia Prerti, che fu nominato Cavaliere di Malta da papa Urbano VIII, ci troviamo di fronte, nella splendida location della Reggia torinese, ad un tributo dovuto dalla regione nativa al più grande artista calabrese che seppe imporsi come uno dei maggiori esponenti dell’arte del Seicento.

di Aurora Portesio

Mattia Preti, il Cavalier calabrese. Un artista tra Caravaggio e Luca Giordano
a cura di Vittorio Sgarbi e Keith Sciberras
dal 16 maggio al 15 settembre 2013
Venaria Reale, Piazza della Repubblica 4, Torino
orari: da martedì a venerdì ore 11-17; sabato e domenica ore 10-20

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