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E’ morto Trautmann, il nazista amato dagli inglesi

By   /   19 Luglio 2013  /   Commenti disabilitati su E’ morto Trautmann, il nazista amato dagli inglesi

È morto all’età di 89 anni Bernhard Carl Trautmann, leggendario portiere del Manchester City dell’immediato dopoguerra. Tedesco di nascita, la vicenda terrena di Trautmann sembra la sceneggiatura di un film. Un nemico che seppe diventare un eroe, grazie a due mani grandi e un coraggio infinito.

Venuto al mondo il 22 ottobre del 1923, nella città di Brema, in una Germania piegata dal giogo di Versailles, il futuro numero 1 del City rimase folgorato dagli ideali nazionalsocialisti. Presa la tessera del Partito di Hitler, a 17 anni decise di compiere un ulteriore passo ed entrò nella Wehrmacht, nel corpo dei paracadusti. Inviato a combattere in Ucraina, lungo il fronte orientale, in un’unità che comprendeva 1.000 soldati, riuscì a scampare al piombo dell’Armata Rossa, insieme ad altri 100 commilitoni. Venne più volte decorato e ricevette la Croce di Ferro, massima onoreficenza militare tedesca. In seguito fu inviato sul fronte Occidentale dove si fece ancora beffa della morte, sfuggendo al plotone di esecuzione. Non scampò però al destino: gli inglesi lo catturarono e lo rinchiusero nel campo di prigionia di Ashton-in-Makerfield, nel Lancashire.

Uscito di prigione, nel 1948, Trautmann iniziò a giocare a calcio, nella squadra locale del St. Helens Town. Il suo talento tra i pali venne notato dagli osservatori del Manchester City, alla ricerca di un sostituto di Frank Swift. I citizens gli offrirono un contratto, ma una folla di decine di migliaia di supporters manifestò contro l’ingaggio del “nazista”. Presto Trautmann fece ricredere tutti. In 15 anni vestì la maglia del Manchester City 545 volte, guadagnandosi la stima e gli applausi dei tifosi.

Nel 1956 fu l’eroe della finale di Fa Cup, a Wembley. Giocando l’ultimo quarto d’ora con una vertebra del collo rotta a causa di uno scontro con un’avversario, regalò ai suoi il trofeo più ambito. L’infortunio però segnò la sua carriera. Trautmann continuò con il City, ma quella botta e la svagatezza che talvolta lo accompagnava non gli permisero di tornare ai livelli soliti. Ritiratosi nel 1964, salutò il calcio con un testimonial match al quale prese parte la United Trinity, Best-Charlton-Law, e i grandi giocatori inglesi suoi contemporanei (Tom Finney, Stanley Matthews e Jimmy Armfield). Nel 2005 Trautmann è stato inserito nella Hall of Fame del calcio inglese.

di Luca Paradiso

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