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Giampietro Demurtas: “Dopo la Lituania spero di trovare spazio in Italia”

By   /   10 Luglio 2013  /   Commenti disabilitati su Giampietro Demurtas: “Dopo la Lituania spero di trovare spazio in Italia”

Italiani: popolo di santi, poeti, navigatori… e calciatori. Se fino a pochi anni fa il sogno di ogni ragazzino era quello di giocare in Serie A, oggi, nel Terzo Millennio, gli orizzonti si vanno allargando. Capita così sempre più spesso di vedere giovani professionisti tentare la fortuna, tirando calci a un pallone, fuori dagli italici confini.

Giampietro Demurtas è uno di questi. Partito dalla Sardegna, al seguito del tecnico Giovanni Scanu, 12 mesi fa è sbarcato in Lituania, per vestire la maglia del FK Tauras e misurarsi nella A Lyga, la massima serie del paese baltico. Un anno dopo il 21enne centrocampista è pronto a tornare a casa. Lo abbiamo incontrato e, in attesa della chiamata giusta, Giampietro ci ha raccontato la sua esperienza.

Che tipo di giocatore sei e quali sono le tue principali caratteristiche?

Sono cresciuto come esterno di centrocampo. Ho avuto la fortuna di allenarmi e giocare sotto allenatori molto preparati, dai quali ho acquisito una maggiore visione di gioco e degli spazi, che nel mio ruolo è fondamentale. Cerco di fare della rapidità e del dribbling i miei punti di forza, ciò mi ha permesso di giocare anche da trequartista o seconda punta, dove ho imparato a fare gol.

Hai avuto contatti con alcune squadre? Puoi dirci come procedono le trattative in vista del prossimo anno?

Ho preso contatto con Nicolas Rognoni, un qualificato agente Fifa. Dopo la passata stagione sono emerse nuove possibilità di giocare all’estero, dove potrei mantenere sempre la massima categoria. Tornando in Italia invece potrei trovare spazio in Lega pro, anche se un’esperienza formativa in serie B non la escludo. Adesso ci troviamo nel periodo più caldo del calciomercato, il mio agente è considerato uno dei più validi ed emergenti in circolazione in Italia, abbiamo un buon rapporto, sta lavorando bene e sono sicuro che qualcosa andrà in porto.

Vieni da un’esperienza importante non solo dal punto di vista sportivo come quella di Tauras in Lituania, che ricordi ti porti dietro?

Dici bene perchè l’esperienza in Lituania non mi è servita solo dal punto di vista calcistico ma anche da quello umano. Ho un bellissimo ricordo, sono riuscito a farmi voler bene in poco tempo, sono rimasto in contatto con molte persone che ho conosciuto, con le quali mi sento continuamente. Essendo molto giovane ho imparato a prendere gli allenamenti con molta più professionalità, a limitare le uscite e selezionare i pasti. Giocando con e contro giocatori di alto livello sono migliorato sotto molti aspetti. Nello spogliatoio avevo a che fare con ragazzi di diverse nazionalità, Russi, Colombiani, Argentini e Portoghesi, ed ho potuto prendere confidenza anche con le diverse lingue. Mi porto dentro un bellissimo ricordo di quell’esperienza.

Consigli ai tuoi colleghi di provare un’avventura all’estero?

Assolutamente si, sopratutto ai ragazzi giovani come me. Prima si va fuori è meglio è. In Italia purtroppo se non si esce da un vivaio importante è molto difficile giocare a certi livelli, vieni notato poco e niente. All’estero è diverso, vengono buttati in campo anche ragazzi di 16-17 anni, basta vedere il caso di Inghilterra, Spagna, ma ultimamente anche Olanda. C’è maggiore visibilità er i giovani. Consiglio a tutti di provare questa avventura.

Come giudichi la nuova regola introdotta a partire dal prossimo campionato in Lega Pro per valorizzare i giovani? In molti in realtà hanno storto il naso.

Se hanno storto il naso è solo per questioni economiche dal mio punto di vista. La nostra politica è quella di andare ad incrementare sempre di più l’impiego dei giovani calciatori italiani, non di abbandonarli. Ultimamente a parer mio molte società si sono fatti scappare ragzzi interessanti che sono andati all’estero, dove sono stati valorizzati e hanno trovato un ruolo fisso. La nuova regola inserita in Lega Pro dovrebbe dare i risultati opposti, nella speranza che si possano così formare nuovi calciatori in grado di giocare in categorie superiori, senza costringere gli amministratori delle varie società a portarsi i giocatori da fuori.

di Massimo Merlo

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