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Egitto: il popolo si riprende piazza Tahrir e la rivoluzione

By   /   4 Luglio 2013  /   Commenti disabilitati su Egitto: il popolo si riprende piazza Tahrir e la rivoluzione

L’annuncio che il Presidente Mohamed Morsi era stato rimosso dall’incarico è stato accolto da centinaia di migliaia di persone con canti, suoni di clacson e persino fuochi d’artificio. Termina così un incubo durato un anno, Morsi fu eletto il 30 giugno del 2012, di una presidenza che nei fatti si era semplicemente sostituita al vecchio regime soffocando tutti i valori per cui la gente aveva combattuto e dato la propria vita.

Al Presidente Morsi e ai suoi sostenitori, i Fratelli Musulmani, gli Egiziani hanno sempre imputato il voler perseguire l’Islamizzazione del Paese senza che in tutti questi mesi abbiano mai affrontato i problemi veri, soprattutto quelli economici e del lavoro. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata quando lo scorso novembre Morsi ha varato una costituzione molto controversa che garantiva maggiori poteri a se stesso e ai Fratelli Musulmani.

Libertà, Democrazia e Lavoro”, questi erano gli slogan che hanno accompagnato la rivoluzione che ha fatto cadere nel 2011 Hosni Mubarak e ancora oggi sono gli stessi. Il governo Morsi ha fatto solo sprofondare ancora di più l’economia del Paese, non ha mai concesso quelle libertà chieste e di fatto le manifestazioni sono continuate fino a ieri, fino alla sua deposizione.

Il Generale Adel Fattah al-Sisi, Capo delle Forze Armate e Ministro della Difesa, ha comunicato che le Forze Armate hanno assunto il potere e ha designato Presidente ad interim il Presidente della Corte Costituzionale, Adli Mansour, che terrà la carica fino alle prossime elezioni.

L’ormai ex Presidente Mohamed Morsi non ha accettato la sua destituzione e, in un commento inviato ad Al Jazeera, ha dichiarato “Non ci sono alternative di legittimità, sia costituzionalmente che per legge…Sono pronto a sedermi con chiunque per dialogare e negoziare”. In realtà il Generale Sisi ha dichiarato sospesa la Costituzione.

Naturalmente ci sono stati scontri tra le opposte fazioni, ovvero tra gli oppositori di Morsi ed i suoi sostenitori non solo al Cairo ma ovunque nel Paese. In particolare, a Marsa Matrouh e ad Alessandria, sono morte 10 persone mentre oltre 250 sono rimaste ferite.

Gehad el-Haddad, portavoce dei Fratelli Musulmani ha fatto sapere che Morsi  è stato posto agli arresti domiciliari insieme a tutto il team presidenziale, tra cui il padre di Haddad, il capo di gabinetto Essam el-Haddad e Saad al-Katatni, capo del braccio politico dei Fratelli Musulmani. Secondo il giornale al-Ahram sono stati emessi 300 ordini di arresto per altrettanti leader e membri dei Fratelli Musulmani.

Nessuno può prevedere quello che accadrà nei prossimi giorni in Egitto. Sicuramente i Fratelli Musulmani e i sostenitori di Morsi non si daranno per vinti così facilmente, ma fino a quando le Forze Armate presidieranno le città non ci saranno scontri e violenze. Sarà importante che le forze politiche trovino al più presto il dialogo e soprattutto che lavorino per il bene del Paese.

Fondamentale potrebbe essere il comportamento dell’Europa, se solo la Comunità Europea si decidesse una volta per tutte di liberarsi di lacci e laccetti e si assumesse le proprie responsabilità ovvero svolgesse un ruolo attivo e propositivo nell‘area del Mediterraneo e non organizzasse solo conferenze inutili.

di Vito Di Ventura

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