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L’ultima volta di Francesco Guccini

By   /   26 Giugno 2013  /   Commenti disabilitati su L’ultima volta di Francesco Guccini

Questa è l’ultima per davvero. Lo annuncia Francesco Guccini direttamente dal palco di Macerata, al festival Musicultura: terminato il concerto, solo silenzio. Non è un addio amaro, il suo: il cantautore che per tanti anni ha accompagnato l’Italia con le sue poesie dichiara: “Lascio perchè sono stanco. (…) Non mi mancherà il palco, ma il prima e il dopo con gli amici della band”.

La notizia che Guccini avesse deciso di ritirarsi dalle scene si era già diffusa con l’uscita del suo album, L’ultima Thule, ossia «l’ultimo approdo», a novembre dello scorso anno. Il pezzo L’ultima volta è una struggente ballata nella quale il cantautore esprime una nostalgia già antica. Un amore che sembrava durasse per sempre e che invece è terminato troppo presto, un ricordo d’infanzia che sbiadisce, il futuro che sembrava incerto ma che è diventato un passato tristemente concreto: queste le immagini che hanno colpito nel segno tutti i fedeli fan di Francesco Guccini. Ed anche dopo la chiusura dell’ultimo concerto, rimane un malinconico vuoto.

Guccini, ormai 70enne, dichiara di aver perso la forza e la voglia di fare canzoni, e per questo di volersi ritirare senza aspettare un inevitabile declino. Accanto a questo triste annuncio, però, il cantautore asserisce che la musa della scrittura non l’ha del tutto abbandonato: presto uscirà un suo nuovo libro. Sembra quasi che L’Avvelenata abbia preso il sopravvento su Guccini; ma se nel suo storico brano Francesco cantava «io quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare, ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare», nella vita la sua conclusione è ben diversa. Il cantautore passa il testimone ai Musici, alla sua band storica: i pezzi continueranno comunque ad essere suonati ed interpretati dai componenti Biondini, Tempera, Marangolo e Mingotti. A cantare sarà Danilo Sacco, che si rituffa nel mondo della musica dopo aver abbandonato i Nomadi: questo è un modo attraverso cui il maestro sarà sempre presente sulle scene, pur non essendoci fisicamente.

La musica di Guccini continuerà comunque ad essere cantata, ad essere protagonista di intere generazioni. I Musici, band che per sessant’anni l’ha accompagnato, scrivono: «Sarà nostro dovere diffondere, oltre alla musica, quello spirito che abbiamo sempre ammirato in te; uno spirito permeato di distacco e autoironia che ci farà sempre pensare, come hai fatto tu, che tutto questo non è una cosa seria perchè aveva ragione tua madre: un laureato vale più di un cantante e, tra di noi, di laureati non se ne sono mai visti. Un caro abbraccio e grazie di tutto».

di Chiara Gagliardi

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