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Brasile, giornalisti sotto attacco

By   /   21 Giugno 2013  /   Commenti disabilitati su Brasile, giornalisti sotto attacco

Circa 20 giornalisti hanno riferito di essere stati aggrediti fisicamente o feriti nelle ultime due settimane di proteste che stanno avvenendo in Brasile contro l’aumento delle tariffe degli autobus e della metropolitana e contro il cattivo stato dei servizi pubblici. Lo ha reso noto Reporters sans frontières.

Scontri e violenze tra manifestanti e polizia sono cresciute di intensità a partire dal 18 giugno, specialmente a Rio de Janeiro e San Paolo, nonostante la cancellazione degli aumenti dei prezzi del trasporto pubblico che avevano scatenato le proteste.

Il movimento di protesta è cresciuto ed ha ampliato i propri obiettivi di protesta , includendo anche i media e giornalisti che sono stati vittima di violenza e arresti da parte della polizia.

Nonostante gli appelli alla calma e le  dichiarazioni di diversi gruppi sindacali e dalle organizzazioni brasiliane e internazionali che difendono la libertà di informazione, la polizia continua ad essere accusata di frequenti violenze contro i giornalisti.

Vladimir Platonow di Agência Brasil e diversi manifestanti sono stati picchiati con bastoni dalle guardie di sicurezza presso la stazione ferroviaria locale quando hanno cercato di fuggire da una carica di un’unità speciale della polizia militare a  Niterói, vicino a Rio de Janeiro, la notte del 19 giugno. Agência Brasil è parte della proprietà statale di “Empresa Brasil de Comunicação”.

Pedro Vedova, un giornalista di GloboNews (Tv che fornisce notizie 24 ore al giorno, che fa parte del gruppo Globo), è stato colpito in testa da un proiettile di gomma sparato un agente di polizia al di fuori del municipio di Rio de Janeiro.

La polizia militare sembra essere stata responsabile della maggior parte di questi atti di violenza, che in alcuni casi sono stati accompagnati da arresti. Ma alcuni casi sono stati il risultato di ostilità da parte dei manifestanti verso i mezzi di informazione che coprono le proteste.

La critica dei mezzi di comunicazione che coprono le proteste è consentita, ma non espressioni di odio verso i giornalisti sul campo e, ancora meno minacce o violenza fisica contro di loro” ha detto  Reporters sans frontières.

Nel mettere in discussione del modello sociale del Brasile, tra cui il rapporto tra cittadini e dei media, i manifestanti non devono cedere agli eccessi che mettono in pericolo le libertà civili. Il diritto di coprire la notizia, come il diritto di manifestare, è garantita dalla costituzione democratica del 1988. I giornalisti devono essere liberi di coprire le proteste senza paura per la loro sicurezza“.

di Elisa Cassinelli

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