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Brasile. Continua la protesta in tutto il Paese

By   /   21 Giugno 2013  /   Commenti disabilitati su Brasile. Continua la protesta in tutto il Paese

Circa 1 milione di persone si è riversato per le strade delle 100 principali città Brasiliane. Le manifestazioni di protesta non si placano, anzi aumentano di giorno in giorno ed hanno ormai assunto una dimensione inarrestabile.

Anche se sono fondamentalmente pacifiche, di tanto in tanto scappano tafferugli con la polizia. A Rio de Janeiro, la polizia ha fatto uso di gas lacrimogeni e proiettili di gomma per disperdere gli oltre 300 mila manifestanti, mentre in 110 mila hanno sfilato per le strade di San Paolo e 80 mila della capitale Brasilia, dove alcuni manifestanti con bottiglie molotov hanno cercato di entrare nel Ministero degli Esteri, senza tuttavia riuscirci. Moltissime persone in tutto il Paese sono state ferite e 1 ragazzo di 18 anni, Ribeirão Preto, è morto a San Paolo mentre una macchina cercava di passare attraverso una barricata.

L’ufficio del Presidente, Dilma Rousseff, ha emesso un comunicato in cui afferma che per colpa delle proteste, il Presidente ha cancellato la visita di stato in Giappone, prevista per la prossima settimana. Oggi ha indetto una riunione di gabinetto di emergenza per discutere della più grande manifestazione degli ultimi 20 anni.

La protesta, partita dall’aumento del prezzo dei trasporti pubblici, si è allargata alla corruzione, al malgoverno dei politici, ad una migliore istruzione e servizio sanitario, al crimine e alla brutalità della polizia, ai costi per organizzare la Confederation Cup, i Campionati del Mondo di calcio del 2014 e le Olimpiadi del 20l6.

Secondo un sondaggio condotto dall’Istituto Datafolha, condotto il 19 giugno di quest’anno, nella città di San paolo, mostra che l’84% si è detto non appartenente a partiti politici, il 77%  ha una elevata scolarizzazione, il 22% sono studenti, il 53% sono sotto i 25 anni e per il 71% odi loro questa è la prima volta che partecipano ad una manifestazione di protesta. Le ragioni sono: 56% per protestare contro l’aumento del costo dei biglietti, il 40% contro la corruzione, il 31% contro la violenza e la repressione, il 27% per un trasporto pubblico migliore e il  24% contro i politici.

di Vito Di Ventura

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