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Brasile. La protesta si allarga in tutte le principali città

By   /   19 Giugno 2013  /   Commenti disabilitati su Brasile. La protesta si allarga in tutte le principali città

Il Brasile sta vivendo le manifestazioni di protesta più imponenti degli ultimi 20 anni, quando nel 1992 la gente scese in piazza per chiedere le dimissioni del Presidente Fernando Collor de Mello. La protesta iniziata in sordina all’inizio del mese si è pian piano allargata ed ora sembra inarrestabile.

Nei giorni scorsi in oltre 200 mila hanno manifestato per le strade delle principali città Brasiliane, per protestare contro l’aumento dei costi del trasporto pubblico, aumento che la gente ritiene debba coprire i costi delle opere per la Coppa del Mondo del 2014 e dei giochi Olimpici del 2016. Secondo le autorità, invece, il prezzo dei trasporti, aumentato da circa 1 Euro a 1,5 Euro (3 a 3,20 reali), serve a coprire in minima parte l’aumento dell’inflazione, che dal 2011 ha raggiunto il 15,5%.

In realtà l’aumento dei trasporti è stata la scintilla che ha innescato la bomba sociale del malcontento nei confronti del governo e della corruzione dilagante. Mancano scuole e ospedali, manca la sicurezza e i servizi, mentre si spendono miliardi per ospitare la Coppa del Mondo di calcio nel 2014. Il controsenso più evidente sta proprio nel fatto che stadi milionari sorgono accanto a ospedali privi di servizi igienici e strutture di servizio sia per i pazienti che per i familiari.

La principale manifestazione si è tenuta a Rio de Janeiro, dove 100 mila persone hanno marciato pacificamente, a San Paolo erano in 65 mila, mentre nella capitale, Brasilia, i manifestanti hanno occupato la sede del Congresso Nazionale e sono saliti sul tetto. Per disperdere la folla, la polizia ha fatto uso di gas lacrimogeni, spray al peperoncino e proiettili di gomma.

Ma il Governo federale non riesce ancora a capire il perché delle proteste e non è in grado di fronteggiare una così vasta protesta, organizzata sopratutto dai giovani che, attraverso i social network, hanno dato vita al movimento “Passe Livre” (Libero Accesso).

Da una parte il Presidente Dilma Rousseff cerca di minimizzare, anzi plaude alle manifestazioni, sintomo di democrazia adulta: “Le manifestazioni pacifiche sono legittime” ha detto il Presidente “ ed è naturale che i giovani manifestinoIl Brasile oggi si è svegliato Paese forte. La grande marcia di ieri mette in evidenza la forza della nostra democraziaE’ bello vedere così tanti giovani, adulti, padri e padri dei padri tenere insieme la bandiera Brasiliana, cantare l’inno nazionale e combattere per un Paese migliore”. Poi, cercando di capire le ragioni sociali della protesta, ha aggiunto che il governo ha migliorato il livello di vita a circa 40 milioni di persone, oggi nella media borghesia, ma “c’è molto ancora da fare in termini di accesso all’istruzione e alla sanità”.  Nel pomeriggio di ieri la Rousseff ha incontrato a San Paolo il sindaco e suo predecessore, l’ex Presidente Luiz Inacio Lula da Silva. Probabilmente per un consiglio.

Dall’altra, il Ministro Gilberto Carvalho, Capo della Segreteria di Presidenza, ha ammesso che il governo federale si è trovato di fronte ad un nuovo modo di manifestare, e quindi non ha compreso con immediatezza le ragioni della protesta. Per Carvalho, il nuovo modello è “estremamente complesso“, a partire dalla molteplicità di manifestazioni in diverse città del paese, e “di una complessità che la nostra generazione, quella degli anni ’70, ’80 e ’90 non conosceva. L’avvento dei social network, il crescente desiderio di partecipazione e Facebook danno una dimensione nuova e offrono un nuovo repertorio“, ha detto il Ministro. In un’audizione alla commissione al Senato, Carvalho ha detto che il governo sostiene le manifestazioni pacifiche, ma non tollererà “eccessi“, come il tentativo di invasione del Congresso Nazionale e la chiusura di strade e viali in varie città.

Il Palazzo Planalto monitora l’azione della polizia militare, in costante contatto con i governi statali, ma è determinato a combattere le violenze.

Sull’azione della polizia, Carvalho ha che il Ministero della Giustizia stabilirà se ci sono stati eccessi da parte della polizia durante gli scontri di San Paolo, in cui sono rimasti feriti, dai proiettili di gomma, numerosi studenti e alcuni giornalisti.

Il Ministero per lo Sport, Aldo Rebelo, ha invece dichiarato che le autorità non consentiranno che la Confederation Cap e la Coppa del Mondo ne escano danneggiate. “Il governo si assume le sue responsabilità e ospiterà i 2 eventi internazionali e lo farà garantendo la sicurezza e l’integrità dei tifosi e dei turisti”.

di Vito Di Ventura

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