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Turchia. Forse un referendum su futuro di Gazi Park

By   /   13 Giugno 2013  /   Commenti disabilitati su Turchia. Forse un referendum su futuro di Gazi Park

Il governo ha proposto un referendum popolare sul rinnovamento di Gazi Park, motivo che ha scatenato le proteste che oramai durano da 2 settimane. Il progetto di Gazi Park, praticamente attaccata alla Piazza Taksim, prevede la modifica di gran parte del parco e la costruzione di un centro commerciale fatto di baracche stile impero Ottomano.

La decisione di dare vita ad un referendum è stata presa a seguito dell’incontro avvenuto ieri tra il Primo Ministro Erdogan e una delegazione di 11 attivisti che comprendeva accademici, studenti e artisti. L’incontro è avvenuto nell’ufficio del partito di Erdogan, per il quale le proteste sono comunque orchestrate da estremisti e terroristi e danneggiano l’immagine e l’economia del Paese.

Tuttavia, nonostante questa offerta governativa, le contestazioni continuano in piazza Taksim, divenuta ormai simbolo della protesta contro il governo, poiché a detta di altri manifestanti non tutti i gruppi erano presenti all’incontro e, pertanto, quella delegazione non aveva la necessaria autorità.

Dopo l’incontro, Huseyin Celik, portavoce del Ministro Erdogan, ha dichiarato che il sit-in in Gezi Park non è autorizzato a continuare “fino al giorno del giudizio”, volendo significare che la pazienza delle autorità comincia a venire meno. Ha anche però aggiunto che una commissione d’inchiesta verificherà il comportamento della polizia e gli abusi o eccessi saranno puniti.

Il Primo Ministro Britannico, David Cameron e il Ministro degli Esteri della Comunità Europea, Catherine Ashton, sono stati tra i primi a condannare l’intervento della polizia e l’uso di proiettili di gomma e dei cannoni d’acqua.

Tra l’altro ieri ci sono stati 620 feriti, tra cui un bambino di 1 anno, e la polizia ha arrestato circa 70 persone. Dall’inizio delle manifestazioni ci sono stati 4 morti e oltre 5 mila feriti.

Il Presidente Abdullah Gul, da molti considerato più moderato di Erdogn, ha detto che il governo non dovrebbe tollerare le agitazioni che sconvolgono la vita quotidiana di Istanbul, ma allo stesso tempo le autorità debbono ascoltare e tenere conto delle lamentele dei manifestanti. “Sono certo che supereremo tutto ciò attraverso la maturità democratica. Se hanno obiezioni, dobbiamo ascoltarli e aprire un dialogo” .

di Vito Di Ventura

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