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Dragonero n°1

By   /   13 Giugno 2013  /   4 Comments

All’esordio di una nuova serie Bonelli c’è sempre trepidazione e tanta attesa, vuoi perché ormai la Bonelli è la regina incontrastata del fumetto italiano vuoi perché con un mercato in forte calo la scelta di far nascere una nuova testata è sinonimo di grande fiducia nel progetto da parte dell’editore.

La storia editoriale di Dragonero inizia qualche anno fa con il primo volume della collana “Romanzo a fumetti Bonelli”. In quel primo volume abbiamo fatto la conoscenza di alcuni dei protagonisti della serie come l’umano Ian, l’elfa di nome Sera o l’orco Gmor.

Dopo qualche anno (la prima uscita risale al 2007) finalmente Dragonero nel 2013 è pronto all’esordio in edicola come serie regolare.

Il genere fantasy è molto delicato da trattare, sia nel fumetto che nei romanzi, per un semplice motivo, ormai nell’immaginario collettivo il fantasy è stereotipato e ci sono alcuni elementi che devono essere presenti a prescindere. In questo Dragonero non fa eccezione, c’è l’orco massiccio e burbero, l’elfa scaltra e furbetta, l’eroe che se la cava in ogni occasione e poi, come da copione, ci sono i draghi!

La trama di questo numero uno vede Ian e soci alla caccia di pericolosi trafficanti di armi, nel corso di questa indagine scopriranno l’esistenza del temibile “fango pirico”. Fango pirico che molti di voi troveranno simile “all’alto fuoco” del Trono di Spade ma che è ripreso da un’arma esistente nella realtà che si chiamava “Fuoco Greco”.

Quello che delude di questo primo numero sono proprio i continui punti di contatto tra questa serie ed altri universi narrativi. Si ritrovano riferimenti al Trono di Spade, a Tolkien, al fantasy videoludico stile World of Warcraft e perfino al classico gioco di ruolo Dungeons & Dragons. Ovvio che sarebbe impossibile, o quasi, riuscire a fare un fantasy senza essere influenzati da questi capostipiti del genere, anche uno dei più grandi successi letterari degli ultimi anni, Eragon, è figlio di quei padri; ma da un autore, che ha sempre fatto dell’innovazione sia per i temi trattati che per il modo di raccontare le storie, come Luca Enoch (insieme a Stefano Vietti), mi aspettavo una spinta verso l’innovazione e l’originalità e non il classico fantasy.

Dal punto di vista grafico il lavoro di Giuseppe Matteoni è adatto al tipo di narrazione, improntata all’azione e quindi, visto anche il formato ridotto delle produzioni Bonelli, giustamente essenziale in alcuni frangenti per agevolare la lettura e la comprensione delle tavole.

Mi sorge un dubbio, ma Gmor assomigliava così tanto (come volto) all’ormai celebre Peter Dinklage, anche nel romanzo a fumetti o è una celebrazione del piccolo\grande attore?

Dal punto di vista editoriale la Bonelli propone un eccellente prodotto curato e realizzato con ottimi materiali. Buono anche il rapporto qualità prezzo.

Non mi convince la copertina, troppo piatta per un numero uno che dovrebbe “abbagliare” il lettore e spingerlo all’acquisto incondizionato. Inoltre, l’impressione che si percepisce osservando in maniera attenta il disegno è che la spada di Ian sia storta, ma potrebbe anche essere un effetto ottico.

Concludendo una lettura piacevole, che non brilla per originalità, almeno in questo numero uno, ma che potrebbe appassionare gli innumerevoli estimatori del Fantasy ormai assuefatti dalla ripetitività del genere.

Consigliato a chi cerca una lettura fantasy, magari da farsi nelle pigre giornate estive sotto l’ombrellone.

Dragonero n°1, Sergio Bonelli editore. 98 Pag. B\N, Brossurato, Euro 3,30

di Ruffino Renato Umberto

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4 Comments

  1. Joseph ha detto:

    Notizie di questi giorni, danno la testata in forte calo. Su una tiratura di oltre 100.000 copie, si è scesi con il numero 3 a 29.000 copie vendute! Un vero disastro. E’ probabile che la serie chiuda presto.

  2. Renatoumberto ha detto:

    Scusate la ripetizione oscena ma scrivo tramite cell 😉

  3. RenatoUmberto ha detto:

    Dipende da quale fantasy!
    Puoi motivare il motivo per cui secondo te e’ una porcheria?

  4. fabrizio ha detto:

    Non sono d’accordo. IL fantasy purtroppo è tutt’altro! non questa porcheria all’italiana.

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