Loading...
You are here:  Home  >  Sport  >  Calcio  >  Current Article

Josè Mourinho is back

By   /   10 Giugno 2013  /   Commenti disabilitati su Josè Mourinho is back

Il secondo episodio della saga Mourinho-Chelsea è ufficialmente iniziato. La conferenza stampa di presentazione di quest’oggi, presenti oltre 250 giornalisti, è stata l’occasione per l’allenatore portoghese di riprendere confidenza con l’universo blues. Toni più sobri e pacati rispetto al 2004 e la convinzione di aver fatto la scelta giusta. Nove anni fa si definì lo Special One, oggi Josè è diventato “The Happy One”.

“Sono piu’ calmo rispetto al 2004 quando iniziai la mia prima avventura al Chelsea. Sono la stessa persona, ma ho imparato dalle esperienze della vita. Penso di essere tornato nel momento migliore della mia carriera. E non vedo l’ora di cominciare. Io Special One? Oggi sono il piu’ felice al mondo”.

Foto di rito, con la maglia Chelsea in bella mostra, giacca, cravatta e il solito eloquio fluente. “Sono molto felice di essere di nuovo qui. Sembrano passati solo due giorni da quando ero qui, alla prima presentazione, e invece sono trascorsi nove anni. Sono la stessa persona, con le stesse emozioni, la stessa passione, ma in questo decennio ho vissuto anche esperienze importanti che hanno accresciuto la mia esperienza. Sono la stessa persona, ma le prospettive sono diverse. So che da me si aspettano molte cose e io posso garantire una grande voglia di lavorare e di vincere ancora. In tutti i posti dove ho lavorato, ho conquistato trofei. Il club è la cosa più importante in assoluto. In questi anni ho vissuto momenti importanti e quelli con l’Inter sono stati indimenticabili”.

Chelsea primo amore, ma anche il posto giusto da cui ripartire dopo un triennio in chiaroscuro a Madrid. “Ho deciso di tornare qui perché era la decisione migliore per me stesso e per la mia professione. Ho trascorso cinque anni in Italia e Spagna. Cinque anni sono un periodo molto importante nel calcio. Sono tornato perché volevo ricominciare a lavorare in un posto dove mi ero trovato molto bene. Questo è un club con ambizioni e obiettivi importanti, con giocatori di buon livello, ma sarà il lavoro a dire quale sarà il nostro valore”.

Molto è cambiato da quando, dopo un pari in Champions League con il Rosenborg, Abramovich diede il benservito all’allenatore portoghese. “Ritrovo un Premier diversa e mi farà un certo effetto andare all’Old Trafford e non salutare Ferguson, ma Moyes è un ottimo allenatore. Pellegrini al Manchester City porterà tutta la sua esperienza. La Premier sarà aperta, con molte squadre competitive. Io voglio essere onesto, aperto e dare tutto quello che ci aspetta dal sottoscritto. Un obiettivo primario tra Premier e Champions? Un club come il Chelsea deve essere competitivo su tutti i fronti. Stare di nuovo qui mi affascina perché, come i miei antenati portoghesi, ho lo spirito del viaggiatore. Per vivere in questo modo serve una famiglia speciale e io sono stato fortunato ad averla”.

Immancabili le domande sul recente passato, su quel Real Madrid che non lo ha mai pienamete amato, ma soprattutto sul suo rapporto con il capitano merengue Iker Casillas. “Io ho fatto le scelte professionali che ritenevo giuste. Io voglio avere buoni rapporti con i giocatori, ma soprattutto con me stesso. Ci tengo a precisare che qui ritrovo alcuni giocatori della mia precedente esperienza al Chelsea. Sono calciatori ai quali sono legato, ma ci tengo a precisare che non ci saranno privilegi per nessuno. Qui c’è un gruppo che ha ottenuto in questi anni successi importanti. Noi vogliamo migliorare le loro qualità e rinforzare la squadra con alcuni inserimenti”.

di Luca Paradiso

    Print       Email

You might also like...

Qualificazioni Europeo 2020, Italia – Finlandia

Read More →