Loading...
You are here:  Home  >  Cultura  >  Arte  >  Current Article

Il vetro nell’arte

By   /   7 Giugno 2013  /   Commenti disabilitati su Il vetro nell’arte

Il punto interrogativo che campeggia nel titolo della mostra “Fragile?”, curata da Marco Codognato ed allestita sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia dalla Fondazione Cini è il vero dilemma che contraddistingue l’uso nell’arte di un materiale particolare come il vetro.

Non poteva essere che Venezia, con la sua tradizione nell’arte vetraria, ad ospitare questa manifestazione facente parte di un più ampio progetto denominato “Le stanze del vetro”. In particolare “Fragile?” vuole prendere in considerazione il vetro come oggetto utilizzato nelle arti visive del secolo scorso.

Ecco allora 28 mirabili opere di vari artisti internazionali che riescono a porre il dubbio al pubblico circa l’effettiva fragilità di un materiale che, per alcune peculiarità legate alla sua resistenza, trova oggi impiego anche nel campo dell’architettura.

I capolavori esposti sono firmati da artisti che hanno utilizzato il vetro come medium della loro poetica. A partire dall’ultima opera esposta, “Air de Paris” (1919) di Marcel Duchamp, con il suo provocatorio gesto di rinchiudere in un’ampolla di vetro trasparente, da lui acquistata da un farmacista, nientemeno che l’aria di Parigi.

La famosa ampolla di Duchamp è collocata a fianco di “Dust to dust”, un’opera dell’artista cinese  Ai Weiwei del 2009 rappresentata da un grosso vaso pieno di polvere rossastra che altro non è che il residuo di una ciotola del Neolitico. Oltre all’evidente contrasto nei due lavori tra il concetto di “vuoto” e di  “pieno”, non può sfuggire il messaggio di potenza ed autorevolezza che il vetro è in grado di trasmettere nel tempo.

Il vetro come oggetto ritrovato è stato utilizzato in campo artistico quindi come simbolo della fragilità, della trasparenza, ma anche della resistenza e come materiale dalle particolari qualità metaforiche e linguistiche, essendo un elemento dalle molteplici possibilità di utilizzo che si lascia attraversare dallo sguardo.

Lavori particolarmente significativi e suggestivi sono ad esempio l’installazione “Barra d’aria” (1969) di Giuseppe Penone con la sua trave di vetro che sfonda una finestra, oppure le installazioni video “Ever is over all” (1997) della svizzera Pipilotti Rist e “Ever widening circles of shattered glass” di Lawrence Weiner.

La rassegna che, tra gli altri, mette in mostra lavori di Michael Craig-Martin, Keith Sonnier, Luciano Fabro, Claire Fontaine, Mario Merz e Jannis Kounellis, contribuisce dunque a rafforzare l’idea di un materiale “povero”, non esistente in natura ma fabbricato dall’uomo, usato spesso come elemento costitutivo del linguaggio artistico contemporaneo.

di Aurora Portesio

Fragile?
a cura di Marco Codognato
dal 18 aprile al 28 luglio 2013
Fondazione Giorgio Cini, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia
orari: dalle 10 alle 19 tutti i giorni escluso il mercoledì

    Print       Email

You might also like...

Chi mangia cioccolato è meno depresso!

Read More →