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Cina. Vietate le celebrazioni del 24° anniversario di Piazza Tienanmen

By   /   4 Giugno 2013  /   Commenti disabilitati su Cina. Vietate le celebrazioni del 24° anniversario di Piazza Tienanmen

Oggi, 4 giugno, ricorre il 24esimo anniversario di Piazza Tienanmen che, tra il 15 aprile ed il 4 giugno del 1989, fu teatro di violentissimi scontri tra studenti, intellettuali ed operai e la polizia. In quella occasione migliaia di giovani, che dimostrarono a favore di un’apertura alla democrazia, trovarono la morte, o direttamente o a seguito di epurazioni successive ai disordini.

Ogni anno i familiari e gli amici delle vittime si recano presso il cimitero di  Wanan, sulle colline ad ovest di Pechino, per ricordare il sacrificio che moltissimi, in maggioranza giovani, compirono.

Come ogni anno, anche quest’anno la polizia controllava sia l’ingresso al cimitero e sia le case di una decina di principali dissidenti, tra cui quella, nei pressi della Città Proibita, dell’ex segretario del partito comunista, Zhao Ziyang, che per i fatti di Piazza Tiananmen fu destituito e posto agli arresti domiciliari. Zhao Ziyang fu l’unico tra i cosiddetti Otto Immortali, membri della Commissione e anziani del Partito Comunista Cinese, contrario ad una repressione violenta della manifestazione.

In Cina, e in generale nell’Oriente, questo evento è un vero e proprio tabù. Durante i vari 4 giugno (il giorno del massacro), il Partito Comunista Cinese esercita un controllo capillare e rigido che si estende dalla propaganda al controllo pressoché totale dei mass media. Di contro, dal 1989 la ricorrenza viene celebrata dalla popolazione con marce o fiaccolate.  Durante questa giornata, i mezzi di comunicazione e le autorità militari cinesi tengono d’occhio sia internet (motori di ricerca, chat e social network compresi), sia i dissidenti relegati agli arresti domiciliari, sia le persone che decidono di scendere nelle strade per commemorare pubblicamente il giorno della protesta di piazza Tienanmen.

Su Sina Webo, versione cinese di Twitter, le ricerche online di parole chiavi tipo “Tienanmen” o “candela”, usate per promuovere una veglia “digitale”, sono state bloccate, ma gli attivisti hanno usato siti web stranieri per commemorare l’evento e criticare le autorità.

Online nei giorni scorsi circolava la foto emblema delle proteste di Piazza Tiananmen, quella di uno studente che, da solo e completamente disarmato, si para davanti ad una colonna di carri armati diretti in piazza, ma al posto dei carri armati c’erano delle papere di plastica. Ma l’immagine sul web cinese era stata bloccata dal “Great Firewall of China”, il sistema che controlla Internet.

Il dissidente Hu Jia ha scritto su Twitter che “le eccezionali misure di sicurezza messe in atto nella ricorrenza del 24° anniversario di Piazza Tiananmen dimostrano la debolezza del governo cinese…e questo sottolinea la natura illegale del Partito Comunista

Piazza Tienanmen, nota in Occidente anche con il nome di Primavera democratica cinese, è stata la scintilla che infiammò gli animi di diversi Paesi satelliti dell’Unione Sovietica e portò alla caduta del muro di Berlino (9 novembre 1989), alla dissoluzione del Blocco sovietico e, quindi, del Patto di Varsavia, evento che segna ufficialmente la fine della guerra fredda, avvenuta nel 1991.

di Vito Di Ventura

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