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Louise Nevelson regina della scultura

By   /   2 Giugno 2013  /   Commenti disabilitati su Louise Nevelson regina della scultura

Il Museo Fondazione Roma ospita a Palazzo Sciarra fino al 21 luglio la mostra “Louise Nevelson”, dedicata alla grande scultrice americana di origini russe Louise Berliawsky Nevelson (1899 – 1988). L’evento segue la scia di un progetto incentrato sulle donne che hanno apportato un contributo significativo all’arte contemporanea.

La Nevelson ha lasciato certamente il segno ed occupa un posto di tutto rilievo nella scultura del Novecento, inserendosi di diritto tra le avanguardie storiche del secolo, dal Futurismo al Dadaismo, in particolare per aver fatto uso di oggetti prelevati dalla vita quotidiana per realizzare i propri capolavori, al pari di Duchamp, Schwitters e Picasso.

La rassegna, realizzata in collaborazione con la Nevelson Foundation di Philadelphia e curata da Bruno Corà, presenta settanta opere rappresentative della carriera artistica della Gran Dama dell’arte americana del secolo scorso, che si cimentò negli anni Trenta anche nel disegno e nella terracotta.

La ribalta spetta alle opere maggiormente conosciute di Louise Nevelson, ovvero i celebri assemblaggi in legno degli anni ’50 creati appunto con materiale di recupero, ma non mancano esemplari dei capolavori dei decenni successivi fino alle opere della maturità databili agli anni ’80.

L’intento del curatore in questa circostanza è stato quello di raccontare al pubblico l’importante contributo fornito dalla scultrice allo sviluppo della nozione plastica, in particolare attraverso l’assemblage. Questo racconto si avvale anche della presenza di interessanti  contributi fotografici che ritraggono la Nevelson nel suo studio.

Le opere monumentali dell’artista americana, i suoi pezzi di muro in legno e le sue sculture all’aperto occupano un punto fermo nella storia dell’arte. Caratteristica della sua opera è poi il frequente uso del monocromo bianco o nero, oppure del colore oro.

Circa la predilezione dell’artista per il monocromo è il caso di rifarsi direttamente alle parole della Nevelson : “Quando mi sono innamorata del nero per me conteneva tutti i colori. Non era una negazione. Al contrario, era un’accettazione. Per me è il massimo. Per me il nero contiene la forma, l’essenza dell’universo. Ma il bianco esce fuori nello spazio con più libertà”.

La rassegna di Palazzo Sciarra ha inizio con alcuni manufatti di piccole dimensioni colorati in nero, seguiti da alcuni lavori degli anni Cinquanta come “Moon Spikes n. 112” (1953) e “Moon Spikes IV” (1955). Tra le altre opere create negli anni successivi, da citare “Night Sun I” (1959), “Royal Tide III” (1960), “Ancient Secrets II” (1964) e “Untitled” (1976-1978).

Esposti anche sette disegni databili dal 1930 al 1933, importanti per comprendere come proprio dal disegno nascesse l’idea portante della creazione delle sue sculture. Una particolarità è costituita  infine dall’opera di maggiori dimensioni presente in rassegna, “Homage to the Universe” (1968), che raggiunge una lunghezza di ben otto metri.

La mostra esalta oltre all’arte della Nevelson anche il suo carattere di vera artista che ha consentito a “Lady Lou” di essere considerata la pioniera della contemporaneità e di raggiungere un successo che ha il privilegio di condividere con pochissime altre donne al mondo nel campo dell’arte, come Luoise Bourgeois e Georgia O’Keeffe.

di Aurora Portesio

Louise Nevelson
a cura di Bruno Corà
dal 16 aprile al 21 luglio 2013
Museo Fondazione Roma – Palazzo Sciarra, Via Marco Minghetti 22, Roma
orari: tutti i giorni ore 10-20

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