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Budapest: il Danubio racconta…

By   /   31 Maggio 2013  /   Commenti disabilitati su Budapest: il Danubio racconta…

Con le luci soffuse ma brillanti della sera, passeggiare lungo le sponde del fiume ascoltando magari le note dolci del “Bel Danubio blu” è un’esperienza che a dir poco ha qualcosa di magico.

Siamo a Budapest, capitale dell’Ungheria, e indiscusso centro primario del paese a livello politico, economico e culturale. Le note del compositore austriaco Johann Strauss furono scritte con l’ispirazione alle sponde viennesi del Danubio, ma in effetti qui il fiume è lo stesso! Lo scorrere incessante delle sue acque divide sui due lati Buda e Pest, che solo nella seconda metà dell’Ottocento vennero riunite in un’unica città.

Oggi Budapest è maestosa ed elegante, ma la sua posizione, crocevia delle rotte commerciali tra oriente ed occidente, ne fa nei secoli meta ambita e oggetto di conquiste. Così tutte le civiltà che la occuparono hanno lasciato tracce, più o meno evidenti del loro passaggio, nella cultura e nella vita stessa della città.

Poi le grandi guerre. La prima guerra mondiale la portò alla distruzione quasi totale, la seconda causò la morte di circa un terzo dei 250.000 abitanti di origine ebraica. Qui qualcuno ricorderà la figura di Giorgio Perlasca che si distinse per aver contrastato eroicamente le deportazioni. Oggi Budapest resta comunque la città europea con la maggior percentuale di popolazione ebraica. Vanta la più grande Sinagoga d’Europa, in via Dohány, una costruzione maestosa che non passa certo inosservata dall’alto dei suoi 44 metri di altezza.

Dopo la seconda guerra mondiale Budapest come tutta l’Ungheria entra a far parte del blocco est sotto l’influenza dell’Unione Sovietica. Quattro decenni di controllo da parte del regime comunista lasciano tracce indelebili in città. Camminando per le strade infatti si riconoscono i differenti stili architettonici che distinguono palazzi e costruzioni. Con la caduta del muro di Berlino e il crollo del regime, la città si apre nuovamente alla democrazia, riallacciando i tradizionali legami economici e culturali con l’Europa Occidentale.

Budapest è oggi un vero e proprio gioiello architettonico in cui l’osservatore attento riesce a cogliere tutta la storia della città, comprese le ombre di quella recente. Il Museo del Terrore ad Andràssy racconta l’oppressione dei totalitarismi. Sede del partito nazista e poi cento di controllo sovietico, al suo interno si è colti da un senso di angoscia che rende perfettamente le vicende storiche del paese.

Oggi la città si visita in assoluta tranquillità, lontana dal caos tipico delle grandi capitali, si accede a tutti i monumenti in maniera molto facile, l’ideale per chi ama spostarsi a piedi. Il nuovo e l’antico convivono in perfetto equilibrio. L’esempio lampante è dato dalle famose terme a Budapest, conosciute e molto apprezzate già ai tempi dell’impero romano, oggi sono meta privilegiata di turisti e locali.

Menzione a parte merita il Palazzo del Parlamento, maestosamente affacciato sul Danubio questo magnifico edificio fa bella mostra di sé, offrendo angolazioni spettacolari a chi lo osserva dalle numerose mini crociere sul fiume.

Suggerimento per chi sogna di diventare scrittore è il parco adiacente la Piazza degli Eroi. Si dice infatti che toccare la penna della Statua dell’Anonimo sia di buon auspicio per tutti coloro che hanno quest’ambizione. Provare per credere!

Ultima nota, a Budapest il divertimento è di casa. Qui la gente ama divertirsi così pub, night e discoteche sono i luoghi più frequentati. Imperdibili i cosiddetti pub in rovina, si tratta di vecchi edifici che da qualche anno vengono allestiti come locali per ascoltare musica dal vivo e bere buona birra. Non manca, come in tutte le grandi città, una via completamente dedicata allo shopping. Così Vaci Utca si apre su negozi di ogni tipo passando dall’alta moda ai prodotti tipici. Famosi anche diversi centri commerciali.

Budapest è oggi un luogo ricco di contraddizioni. Se si osserva con attenzione mostra chiaramente le paure legate alla sua turbolenta storia ma contemporaneamente si muove con entusiasmo verso il futuro.

di Marta Parcesepe

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