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Robert Indiana, poche lettere, grande arte

By   /   26 Maggio 2013  /   Commenti disabilitati su Robert Indiana, poche lettere, grande arte

Diventare una celebrità grazie all’intuito di saper creare una parola-manifesto è possibile. È il caso del genio americano della Pop Art Robert Clark, noto a tutti come Robert Indiana, oggi ottantaquattrenne.

Nato a New Castle, Indiana, nel 1928, fu artista a tutto tondo, essendosi dedicato anche alla scenografia teatrale, ma è universalmente conosciuto soprattutto per opere simbolo come “Love”, capolavoro nato dall’unione di arte, design e brand, che lo ha reso esponente simbolo del movimento artistico insieme al suo amico e coetaneo Andy Warhol, a Lichtenstein, Oldenburg, Wesselmann e Rosenquist.

Quella magica parola “Love” creata nel 1973 per le poste degli Stati Uniti, stretta in un cubo su due file e con la “O” inclinata, si identifica con Robert Indiana. Sono infatti le parole corte, semplici, quotidiane, quelle scelte e rappresentate dall’artista: oltre alla citata “Love”, “Eat”, Hug” e “Hope”.

Proprio alla serie di opere “Hope” (speranza) è dedicata una delle rare esposizioni di opere del celebre maestro americano realizzate in Italia. È la Galleria Contini di Venezia che ha deciso di esporre fino al prossimo 21 luglio poco più di venti suoi capolavori in una rassegna dal titolo “Hope. Robert Indiana”.

Sono ammirabili nell’occasione serigrafie su carta, tele e sculture in alluminio colorato di varie dimensioni ad iniziare da quella “Hope” grande, di colore rosso, che accoglie i visitatori in Calle Larga XXII Marzo.

Hope” è divenuta celebre al punto da essere definita oggi una delle icone del XXI secolo. Inaugurata nel 2008 davanti all’entrata del Democratic National Convention Center a Denver, fu scelta come logo da Barack Obama per la sua prima vittoriosa campagna presidenziale con l’esplicito intento di inviare un messaggio di speranza alle generazioni future.

In effetti l’opera, che dal luglio 2009 è esposta a Times Square, colpisce davvero lo spettatore per la sua semplicità e la sua forza comunicativa. È proprio ciò che l’artista ha voluto nel concepirla, convinto assertore del fatto che l’arte, per essere tale, debba essere di agevole comprensione.

Robert Indiana è conosciuto anche nel mondo dello sport americano per avere dipinto il campo da pallacanestro un tempo usato dai “Milwaukee Bucks” nel mitico palazzetto US Cellular Arena proprio con una semplice e grande forma a “M” che occupa il terreno di gioco.

Un solo rammarico: Robert Indiana, tra l’altro impegnato socialmente a favore dei diritti civili, non ama allontanarsi dal suo rifugio sull’isola di Vinalhaven nel Maine. Quindi il pubblico italiano deve accontentarsi di conoscere uno dei maggiori esponenti viventi dell’arte contemporanea statunitense solo attraverso i capolavori rappresentati dalle sue “parole scultoree”.

di Aurora Portesio

Hope. Robert Indiana  
dal 20 ottobre 2012 al 21 luglio 2013  
Galleria d’arte Contini, San Marco 2288, Calle Larga XXII Marzo, Venezia  
orari: tutti i giorni ore 10,30-13 e 14-19,30  

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