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La follia nell’arte

By   /   15 Maggio 2013  /   Commenti disabilitati su La follia nell’arte

Chi ha detto che un’opera d’arte può essere concepita solo da artisti affermati e mentalmente “normali”?

Fu proprio Paul Klee nel 1912, in occasione della prima mostra del movimento artistico Der Blaue Reiter a Monaco, ad individuare nei disegni infantili e in quelli dei malati mentali le fonti dell’attività creativa.

Successivamente fu lo psichiatra tedesco Hans Prinzhorn a studiare approfonditamente l’attività plastica dei malati mentali. Quindi, nel 1945, Jean Dubuffet ebbe a coniare la dizione di Art Brut, contribuendo ulteriormente allo sviluppo delle ricerche sul tema.

Fu così che molti protagonisti delle avanguardie e alcuni psichiatri iniziarono ad osservare con estrema attenzione le esperienze artistiche nate nei luoghi di cura per malattie mentali.

Oggi questa attività artistica creata da categorie posizionate ai confini tra i cosiddetti artisti “ufficiali” e quegli autori ritenuti “folli”, confluisce nella moderna terminologia di Borderline. A tale riguardo risulta di tutto interesse una mostra organizzata fino al 16 giugno presso il Museo d’Arte di Ravenna

Il titolo della rassegna “Borderline. Artisti tra normalità e follia. Da Bosch a Dalì, dall’Art Brut a Basquiat” è di per se stesso esplicativo del contenuto di una mostra molto interessante curata da Claudio Spadoni, dallo psichiatra Giorgio Bedoni e da Gabriele Mazzotta.

I confini tra gli artisti “ufficiali” e quelli cosiddetti “folli” o “outsiders” sono davvero diventati mobili e la rassegna, divisa in sezioni tematiche,  lascia spazio alle opere di tutte le varie categorie.

Vengono affiancati capolavori di Bacon, Dubuffet, Basquiat ad opere di Art Brut. Spazio poi anche ad opere in cui protagonista è il corpo, con testimonianze tra gli altri di De Pisis, Fabbri, Perez e di alcuni artisti del gruppo Cobra come Corneille e Jorn.

Si passa poi ai “ritratti dell’anima” ovvero agli autoritratti che rappresentano una frequente forma di autoanalisi nei pazienti delle case di cura. Qui spiccano opere di Moreni, Van Gogh, Appel nonché un  autoritratto di Ligabue, artista come noto ricordato anche per la sua follia.

Infine, non manca la presenza della scultura e dei manufatti di arte primitiva per chiudere poi con i capolavori dei surrealisti come Dalì, Brauner e dello stesso Klee. La mostra, allestita nella capitale del mosaico, centra dunque l’obiettivo di creare nel pubblico una profonda riflessione proprio attraverso la visione di lavori sorprendenti di tanti artisti più o meno “marginali”, ma assolutamente in grado di esaltare il rapporto tra genio e follia.

di Aurora Portesio

Borderline. Artisti tra normalità e follia. Da Bosch a Dalì, dall’Art Brut a Basquiat
a cura di Claudio Spadoni, Giorgio Bedoni e Gabriele Mazzotta
dal 17 febbraio al 16 giugno 2013
MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna, Via di Roma 13, Ravenna
orari: da martedì a giovedì ore 9-18; venerdì ore 9-21; sabato e domenica ore 9-19

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