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Bielorussia: vietato fare opposizione

By   /   18 Aprile 2013  /   Commenti disabilitati su Bielorussia: vietato fare opposizione

In Bielorussia la libertà di espressione, di associazione e riunione è diventata una pratica ormai vietata dalle autorità di Minsk. Organizzare iniziative, manifestare e fondare organismi della società civile significa rischiare di finire in manette ed essere condannati a dure pene detentive. La società civile bielorussa si trova a dover fare i conti con un governo che non tollera alcuna forma di opposizione o critica.

Il nuovo rapporto di Amnesty International sulla Bielorussia, intitolato “Ciò che non è permesso è vietato”, denuncia la soppressione della società civile bielorussa e analizza la legislazione in materia di associazioni e di manifestazioni pacifiche e documenta violazioni nei confronti di difensori dei diritti umani, sindacalisti, ambientalisti e persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender.

Nel corso degli anni, si sono verificati numerosi casi in cui partecipanti a manifestazioni non autorizzate sono stati arrestati, imprigionati e picchiati dagli agenti di polizia. Nelle proteste che si sono verificate nel 2011, in cui gruppi di persone in tutto il paese camminavano senza dire nulla, applaudendo o attivando simultaneamente la suoneria dei cellulari, molte persone sono state picchiate, condannate a multe o a periodi di detenzione amministrativa.

In seguito alle elezioni presidenziali del dicembre 2010 ci fu la più grande manifestazione della storia recente della Bielorussia che fu soppressa con una violenza senza precedenti. In quell’occasione la polizia ha arrestato oltre 700 persone e molte altre, compresi semplici passanti, sono state picchiate e ferite. Quattro prigionieri di coscienza – Mykalau Statkevich, Pavel Sevyarynets, Eduard Lobau e Zmitser Dashkevich – sono in carcere da allora.

Negli ultimi 20 anni, il governo della Bielorussia ha sempre più soffocato ogni aspetto della società civile, privando le persone dell’opportunità di esprimere le loro opinioni, di contribuire al dibattito pubblico e di agire come un contrappeso alle autorità” – ha dichiarato Heather McGill, ricercatrice di Amnesty International sulla Bielorussia.

Manifestanti pacifici vengono spesso condannati al pagamento di una multa o a brevi periodi di detenzione per aver violato la Legge sulle azioni di massa o per infrazioni minori come aver imprecato in un luogo pubblico. Pavel Vinahradau, un esponente del movimento giovanile Zmena (“Cambiamento”), ha trascorso in carcere 66 giorni tra il 30 dicembre 2011 e il 12 dicembre 2012 per otto separate condanne amministrative per reati quali insulto in luogo pubblico, violazione delle norme sulle riunioni pubbliche e sui picchetti.

di Elisa Cassinelli

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