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Gli Emirati Arabi Uniti e il silenzio stampa sul processo di 94 attivisti

By   /   26 Marzo 2013  /   Commenti disabilitati su Gli Emirati Arabi Uniti e il silenzio stampa sul processo di 94 attivisti

Una repressione spietata contro i difensori dei diritti umani, attivisti della società civile è stata portata avanti dalle autorità degli Emirati Arabi Uniti in questi ultimi anni. Arresti arbitrari e processi iniqui completano il sistema di soppressione della libertà di espressione. L’ultimo caso riguarda il processo di 94 attivisti politici e difensori dei diritti umani presso la Corte Suprema di Abu Dhabi. L’accusa mossa nei loro confronti è di mettere in pericolo la sicurezza del paese. Le autorità hanno di fatto imposto un silenzio stampa sul caso, consentendo ai soli media locali di assistere alle udienze. Osservatori internazionali e parenti degli imputati sono totalmente banditi. E non si è fatta attendere la condanna di Reporters sans frontières (RSF) che denuncia come tutto ciò sia una continuazione di una linea dura che le autorità usano per limitare la libertà.

Abdulla Al-Hadidi è stato arrestato il 22 marzo con l’ accusa di aver attaccato una guardia di sicurezza il 19 marzo e di aver diffuso informazioni false su Twitter. Egli è detenuto alla stazione di polizia del distretto di Abu Dhabi Khaledyya. Secondo RSF si tratta di un’accusa inventata.

Il Centro degli Emirati per i diritti umani ha riferito che 41 parenti dei 94 imputati potrebbero essere stati arrestati a causa di ciò che hanno presumibilmente pubblicato sui social network riguardo al processo.

Sei organizzazioni dei diritti umani tra cui Reporters sans frontières hanno pubblicato una dichiarazione congiunta il 28 gennaio con la quale si condanna la repressione sui difensori dei diritti umani e attivisti politici alla vigilia della revisione periodica universale degli Emirati Arabi Uniti da parte del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite.

Nel 2011 mentre la regione era in fase di rivolte popolari, 132 cittadini degli Emirati hanno firmato una petizione che chiedeva l’elezione di tutti i membri del Consiglio federalenazionale e di dare loro poteri legislativi (chiedendo un parlamento eletto con poteri legislativi). Cinque individui, tra cui Ahmed Mansoor, membro di Human Rights Watch per il Medio Oriente , sono stati arrestati e processati in questo contesto. Tutti loro sono stati giudicati colpevoli di aver “pubblicamente insultato” il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, a seguito di un processo fondamentalmente ingiusto. Solo pochi giorni dopo essere stati condannati, le loro sentenze sono state commutate dal presidente degli Emirati Sheikh Khalifa bin Zayed Al-Nahyan e sono stati rilasciati, dimostrando la natura politica del
processo.

Processi che sono stati bollati da molte organizzazione come processi farsa. Tutti i tentativi di fornire assistenza legale ai detenuti vengano compromessi dall’attuale molestie e intimidazioni nei confronti dei loro avvocati da parte delle autorità.

La disastrosa situazione dei diritti umani negli Emirati Arabi Uniti è stata evidenziata anche da una risoluzione dal Parlamento europeo, che ha condannato la situazione, definendola come un “giro di vite sui difensori dei diritti umani e attivisti della società civile”. Ha chiesto “il rilascio incondizionato di tutti i prigionieri di coscienza e attivisti tra difensori dei diritti umani e ha invitato le autorità degli Emirati Arabi Uniti a garantire che i detenuti ritenuti di aver infranto la legge siano portati davanti a un giudice e che abbiano accesso ad un avvocato.

di Elisa Cassinelli

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