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Calcio femminile – Intervista a Federica Chinello, attaccante del Valpo

By   /   22 marzo 2013  /   Commenti disabilitati su Calcio femminile – Intervista a Federica Chinello, attaccante del Valpo

Ritorna sulle nostre pagine il calcio femminile. Oggi ospite dell’intervista è Federica Chinello, attaccante in forza al Valpo Pedemonte, squadra di A2, con alle spalle un passato importante a Venezia.

Nell’ultima giornata il vostro rotondo successo sul Vicenza vi ha regalato un altro pezzo di promozione. Avvertite di essere vicine ad un traguardo molto importante?

Si, sappiamo che abbiamo il campionato in mano e che  tutto dipende da noi ora. Quest’anno la società compie 20 anni di vita e la promozione è il miglior regalo che noi giocatrici possiamo farle.

Domenica probabilmente avete l’ultimo ostacolo da affrontare. Che partita ti aspetti a Meda?

Non facile, sicuramente. Loro sono una delle tre squadre con cui abbiamo pareggiato. Però questo Valpo sa giocare, vuole vincere e daremo tutto per i 3 punti. La vittoria significherebbe mettere almeno un piede in serie A e non possiamo permetterci nessun errore.

Che società hai trovato a San Pietro in Cariano?

Una società stupenda, con persone umili, dalla dirigenza ad ogni singola giocatrice. Mi sono sentita a casa da subito e dopo dieci anni trascorsi nel Venezia lo pensavo impossibile. Qui tutti lottano, aiutano e si divertono per un unico obbiettivo, il bene del Valpo.

Come hai vissuto il fallimento della squadra nella quale giocavi e con quali motivazioni sei ripartita?

E’ stato un brutto colpo. Ho giocato molti anni nel maschile, ma nel femminile sono cresciuta a Venezia. Sono stati 10 anni che rimarranno sempre con me. Ho trovato amiche che porterò con me per tutta la vita, ho provato la gioia di una promozione in serie A, di due salvezze all’ultima giornata e di una allo spareggio. Certe cose si possono capire solo vivendole
Dopo quello che è successo avevo riflettuto anche sulla possibilità di smettere con il calcio, ma poi io e altre della mia squadra siamo state contattate da diverse società. Abbiamo scelto il Valpo e sono sicura che ognuna di noi è convinta sia stata la scelta giusta.

Il fatto di aver ritrovato anche quest’anno le tue ex compagne del Venezia è stato un elemento favorevole a tutto il gruppo, non trovi?

Spesso, in qualsiasi sport, le società non hanno un vero gruppo, ma ci sono più gruppetti. Soprattutto nel femminile le donne sono tremende! Qui invece ho trovato un unico gruppo, molto legato, a partire dalla dirigenza fino alle giocatrici. Siamo arrivate in 5 dal Venezia e sotto un certo punto di vista questo avrebbe potuto anche rompere degli equilibri, invece nessuno ci ha mai fatto mancare niente e ci siamo sentite parte del gruppo esistente fin da subito.

Che differenze hai notato tra il campionato maggiore e la Serie A2?

La differenza c’è, sarei bugiarda a negarlo. Non si tratta della parte tecnica, perché anche qui ho trovato molte ragazze davvero brave. Ciò che maggiormente cambia è nella rapidità, nella fisicità, nell’aggressività. In A2 c’è molta più libertà di gioco, è difficile che in A quando hai la palla tra i piedi passino 2-3 secondi senza che nessuno ti abbia già aggredita, o provata a buttar per terra…

Riuscirà il calcio femminile prima o poi a spiccare il volo nel nostro paese?

E’ un argomento molto delicato, purtroppo negli ultimi anni molte società hanno chiuso perché non c’erano soldi per poter affrontare un campionato, come è successo a me a Venezia . Se sei una donna e giochi a calcio in Italia lo fai veramente solo per passione. Sono pochissime le giocatrici che grazie al calcio possono mantenersi. Mi è capitato anche di vedere ragazze rinunciare alla nazionale perchè non potevano prendersi troppi giorni di ferie a lavoro. Sono cose impensabili per il calcio maschile e penso che proprio il mondo dei maschietti dovrebbe in qualche modo fare dei piccoli passi verso il femminile, iniziando ad unire le società.
L’1% dei soldi che girano nel maschile salverebbe il moviemnto femminile. All’estero, soprattutto nei paesi del nord Europa, e’ tutto un altro mondo. Spero che la nostra federazione possa prendere presto spunto da loro.
di Massimo Merlo
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