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Femen sbarca in Tunisia: predicatore islamico chiede lapidazione attivista

By   /   19 Marzo 2013  /   Commenti disabilitati su Femen sbarca in Tunisia: predicatore islamico chiede lapidazione attivista

Femen, gruppo femminista di origini ucraine fondato nel 2008 e che organizza proteste in topless contro il turismo sessuale, il sessismo e altre discriminazioni sociali, è sbarcato in Tunisia scatenando già polemiche e risvolti che potrebbero costare caro ad una giovane attivista del gruppo. Amina è una liceale di 19 anni che  ha avuto il coraggio di farsi fotografare col seno nudo, sul quale ha scritto, in arabo, la frase-chiave della protesta di Femen: “il mio corpo mi appartiene e non è di nessuno”. Questo ha scatenato l’ira di un predicatore islamico, Adel Almi, che ha emesso una ‘fatwa’ con cui chiede che venga prima frustata e poi lapidata a morte.

Le foto  della ragazza sono finite sulla pagina di Facebook “Femen-Tunisian fanpage”, raccogliendo, nel giro di pochi giorni, 3.700 amici, ma anche insulti e proteste per quel che viene definito un atto volgare e puramente esibizionistico.

Amina, ospite di avri talk show, dice che la sua é una mossa che vuole soltanto difendere la donna e non certo offendere i tunisini e le tunisine. Le conseguenze non riguardano solo il piano giuridico e penale -quanto ha fatto è passibile in Tunisia dal punto di vista penale di una condanna a sei mesi di reclusione per offesa al pudore –  ma anche la famiglia che essendo conservatrice non accetta il suo comportamento e le ha dichiarato ostilità.

Il movimento Femen sembra iniziare le sue attività in Tunisia, nonostante le dichiarazioni  del ministro degli affari delle donne e della famiglia, Sihem Badi, con la quale ribadiva che avrebbe impedito l’apertura di una sezione dell’organizzazione femminista in Tunisia. La foto di Amina ha fatto del mondo attraverso i social network  e su facebook è stata creata una pagina chiamata “Femen Tunisia”.

Per ora la sezione aperta in Tunisia  è puramente virtuale e si manifesta solo attraverso la pubblicazione di foto di fiovane ragazze che abbracciano la formula del “denudarsi per protestare”.  Formula che però  sembra infastidire non poco la parte più conservatrice del paese.

di Elisa Cassinelli

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