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Siria: oltre 2 milioni i bambini colpiti dalle violenze in corso

By   /   12 Marzo 2013  /   Commenti disabilitati su Siria: oltre 2 milioni i bambini colpiti dalle violenze in corso

A pagare il prezzo più alto delle violenze in Siria sono sempre loro, i bambini. Un nuovo rapporto dell’Unicef lancia un allarme impossibile da ignorare: sono oltre 2 milioni i bambini colpiti dal conflitto, dei quali più di 1.800.000 in Siria e oltre 500.000 fuggiti in Libano, Giordania, Iraq, Turchia e Egitto. La violenza incessante, i massicci spostamenti di popolazione e i danni alle infrastrutture e ai servizi essenziali causati dal conflitto siriano rischiano di lasciare un’intera generazione di bambini segnata per tutta la vita.

Milioni di bambini all’interno della Siria e in tutta la regione sono testimoni della scomparsa del loro passato e del loro futuro a causa delle macerie e della distruzione di un conflitto prolungato; il rischio che diventino una generazione perduta cresce ogni giorno”, afferma il direttore generale dell’Unicef Anthony Lake.

Il rapporto “I bambini della Siria: una generazione perduta” sottolinea come  nelle zone in cui i combattimenti sono stati più intensi l’accesso all’acqua è diminuito di due terzi, con conseguente aumento di malattie respiratorie e della pelle. Ospedali e centri sanitari sono stati distrutti e il loro personale qualificato è fuggito via.

Ad essere colpito è anche il sistema scolastico. Un quinto delle scuole del Paese ha subito danni materiali diretti o sono utilizzate come rifugi per sfollati. Almeno 2.400 scuole sono state danneggiate o distrutte, di queste 772 soltanto a Idlib (il 50% del totale), informa l’Unicef, 300 ad Aleppo ed altre 300 a Deraa e piu’ di 1.500 scuole sono state utilizzate come rifugi per persone sfollate.

Più di 110 insegnanti e altro personale scolastico sono stati uccisi e molti altri non stanno più andando al lavoro.

L’indagine dell’Unicef mostra che le scuole ad Idlib, Aleppo e Deraa, dove i combattimenti sono stati particolarmente intensi, sono tra le più colpite. Come risultato, gli alunni spesso non sono andati a scuola, sono stati presenti anche solo due volte a settimana.

Nel frattempo, i bambini soffrono anche un altro tipo di  trauma: vedere i membri della famiglia e gli amici uccisi e sono terrorizzati da rumori e scene di scontri. “Esortiamo tutte le parti a permettere di raggiungere senza alcuna limitazione i bambini colpiti dalle violenze, ovunque si trovino”  ha concluso Lake.

di Elisa Cassinelli

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