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I rifugiati Siriani sono quasi 1 milione

By   /   5 Marzo 2013  /   Commenti disabilitati su I rifugiati Siriani sono quasi 1 milione

Mentre continuano i combattimenti tra le forze fedeli al Presidente Bashar al-Assad e i ribelli, che hanno conquistato Raqqa, la provincia a nord del Paese, catturato il governatore della città, Hassan Jalili, e abbattuta la statua dell’ex presidente Siriano, Hafez al-Assad, il numero dei rifugiati aumenta e ha quasi raggiunto la cifra record di 1 milione.

Naturalmente la gente scappa e si rifugia nei territori confinanti: Giordania, Libano e Turchia. In particolare, nel campo profughi Zaatari, in Giordania, che in agosto contava 500 profughi, oggi  vive una popolazione di oltre 140 mila, più del doppio della vicina città di Mafraq, che conta 60 mila abitanti.

Certo la nuova campagna di bombardamenti ha aumentato il flusso migratorio e la catastrofe umanitaria sta raggiungendo limiti imprevisti e impossibili da contenere sia nelle ormai super affollate tendopoli, sia nelle aree urbane dove i rifugiati vengono a malapena tollerati.

E la crisi si fa sentire ancora di più con il ridursi dei fondi messi a disposizione dalle Nazioni Unite. Le organizzazioni che operano sul terreno sono costrette a tagliare i rifornimenti di prima necessità, come l’acqua potabile e il pane, le cui razioni sono state ridotte della metà.

Anche se la comunità internazionale in dicembre aveva garantito di aver raggiunto la cifra di 1,5 miliardi di dollari per gli aiuti ai rifugiati, le agenzie sul terreno debbono ancora ricevere il 20% delle somme promesse e comunque quelle cifre erano state calcolate in previsione di un flusso giornaliero di circa 1.500 rifugiati, cifra oggi quadruplicata.

La scarsità di risorse contribuisce sia ad aumentare l’aggressività e gli abusi tra i rifugiati, costretti a ore di fila per ricevere qualcosa da mangiare, e sia a far fiorire il mercato nero. Nel campo di Zaatari, un “souk” lungo circa un miglio è stato soprannominato la ”marcia della vergogna”, dove si recano coloro che tornano a mani vuote dalla fila per la distribuzione del pane.

Alcuni spendono in media 15 dollari al giorno pur di sfamare la famiglia. Le autorità sanno ma chiudono gli occhi. “Il pane manca per molti giorni, non ci sono verdure e tutto quello che riceviamo è mezza busta di lenticchie e nessun rispetto. Bisogna essere ricchi per vivere da rifugiati”, così si è espresso Mohammed Al Kayyedun un ingegnere di 42 anni, che insieme al figlio vive nella tendopoli di Zaatari, dove una tenda per dormire costa dai 150 ai 300 dollari al mese. Peraltro, anche nelle vicine città i prezzi delle case e dell’acqua sono aumentati. Inoltre, la presenza di migliaia di studenti Siriani, ha costretto molte scuole a fare due turni di lezioni al giorno.

La Giordania si è impegnata a mantenere i confini aperti, ma il numero dei rifugiati è tale che il costo per mantenerli è di circa 1 miliardo all’anno, pari a metà dell’intero deficit del Paese. “La Giordania ha difficoltà a fornire acqua, istruzione ed elettricità alla sua stessa popolazione ed ora abbiamo una seconda popolazione che cresce dell’1% al giorno”, ha detto Samih al-Maaytah, portavoce del governo Siriano. “Nessuna nazione al mondo può affrontare questa sfida”. Ma altre nazioni dovranno.

di Vito Di Ventura

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