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De Nittis da Barletta a Parigi

By   /   5 Marzo 2013  /   Commenti disabilitati su De Nittis da Barletta a Parigi

Dalla pugliese Barletta ha preso avvio l’avventura di uno dei maestri della pittura dell’Ottocento: Giuseppe De Nittis, tra i pochi artisti italiani, insieme a Boldini, capaci di divenire protagonisti assoluti nel panorama artistico del prestigioso palcoscenico parigino.

Un pittore scomparso prematuramente a soli 38 anni, ma altamente prolifico ed in grado di cimentarsi con gli Impressionisti. L’inizio della sua esperienza artistica parte dalla frequentazione della Scuola di pittura di Napoli per poi spiccare il volo verso la capitale francese che diventerà pertanto la sua patria d’adozione.

Ebbene, grazie alla sua valenza pittorica, inizialmente passata attraverso l’esperienza dei Macchiaioli e ben presto indirizzata, seppur con uno stile personale, verso l’attività degli Impressionisti, il maestro ha saputo conquistare fama e successo per un intero ventennio anche presso i mercanti d’arte, raggiungendo quotazioni di rilievo.

A celebrare il più parigino dei pittori italiani è la Fondazione Bano di Padova che a Palazzo Zabarella ha allestito l’evento “De Nittis”, fruibile fino al 26 maggio. Si tratta della più completa rassegna monografica mai dedicata al pittore pugliese, ancora più completa della pur importante mostra a lui dedicata nel 2011 dal Petit Palais di Parigi.

A Padova sono infatti presenti diverse opere inedite, in particolare quelle del periodo londinese. Occorre rendere merito ai curatori Fernando Mazzocca e Emanuela Angiuli, responsabile di quella Pinacoteca De Nittis di Barletta che ebbe ad ereditare molti lavori del maestro, per essere riusciti, attraverso un percorso cronologico, ad esporre 120 capolavori anche di grandi dimensioni tra dipinti ad olio e pastelli, in grado di ben documentare l’eccezionale parabola evolutiva dell’artista.

De Nittis (1846-1884), frequentatore dei salotti parigini grazie anche alla versatilità della moglie Léontine, seppe confrontarsi sia con artisti del calibro di Manet e Degas, che con la pittura giapponese, pur non facendosi mai condizionare eccessivamente da nessun movimento in particolare.

Parigi fu dunque fondamentale per De Nittis che ebbe a dire. “Se fossi rimasto in Italia non sarei il poco che oggi sono. È a Parigi che devo la mia fama”. Il pittore non dimenticò mai peraltro le sue origini, riuscendo ad essere allo stesso tempo parigino e pugliese come testimoniato dai tanti dipinti da lui dedicati ai paesaggi del Sud.

Il maestro è oggi ricordato per le indimenticabili vedute en plein air, ma seppe eccellere anche nel ritratto, in particolare dedicandosi alle nobildonne parigine. Le testimonianze che ci ha lasciato dell’atmosfera delle metropoli europee sono molto particolari. De Nittis seppe infatti dipingere la vita moderna in una maniera diversa da quella degli altri pittori della sua epoca.

Prendendo in considerazione alcune delle opere maggiormente significative presenti in rassegna, da menzionare in ordine cronologico. “Ora tranquilla” (1874), “L’amazzone au Bois de Boulogne” (1875 ca.), “Westminster” (1878), “Alle corse di Auteuil. Sulla seggiola” (1883), nonché una delle sue ultime creazioni, “La guardiana delle oche” del 1884.

Le maestose architetture di Palazzo Zabarella attendono quindi il pubblico per un importante ed esaustivo tributo ad un artista per lungo tempo dimenticato e giustamente riposizionato tra i maestri di statura internazionale dell’Ottocento, soprannominato a ragione l’Italien de Paris.

di Aurora Portesio

De Nittis
a cura di Emanuela Angiuli e Fernando Mazzocca
dal 19 gennaio al 26 maggio 2013
Palazzo Zabarella, Via San Francesco 27, Padova
orari: da martedì a domenica ore 9,30-19,00

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