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Alabama. Dopo 6 giorni libero Ethan il bambino rapito

By   /   5 Febbraio 2013  /   Commenti disabilitati su Alabama. Dopo 6 giorni libero Ethan il bambino rapito

Dopo 6 giorni, ieri si è conclusa la drammatica avventura per Ethan il bambino rapito dal 65enne Jimmy Lee Dykes, ex autista di camion e reduce del Vietnam. Lo ha comunicato alla televisione l’agente dell’FBI Steve Richardson.

I negoziati erano giunti ad una fase morta e gli agenti hanno attaccato il bunker nel quale si era rifugiato il rapitore con il bambino. Il rapitore è morto mentre il bambino è stato portato al vicino ospedale di Dothan, ma sta bene ed è già tra le braccia della madre.

Tuttavia, non si sa come Dykes sia morto. I vicini dicono di aver sentito un forte boato seguito da colpi di arma da fuoco, ma la polizia non ha rilasciato, per il momento, alcun comunicato ufficiale.

Il rapitore, Dykes, viene descritto come un uomo scontroso e violento, con tutte le caratteristiche dei reduci del Vietnam narrati nei film americani, anche se non aveva il fisico alla Rambo soffriva di disturbi mentali che lo portavano a reagire con violenza di fronte a torti subiti o presunti tali. Dicono che aveva bastonato a morte un cane e che sparava a chiunque entrasse nel suo giardino che sorvegliava di notte con torcia e fucile.

Di lui si sa che si arruolò in Marina, come addetto alle manutenzione degli aerei, e rimase in servizio attivo dal 1964 al 1969, durante il quale ottenne numerosi riconoscimenti, tra cui la medaglia di Servizio in Vietnam e di Buona Condotta. Ritornato alla vita civile, ha avuto piccoli impicci con la polizia della Florida e nel 1995 fu arrestato per esibizione impropria di arma da fuoco. Il reato è stato prescritto. Nel 2000 fu arrestato per possesso di marijuana. 2 anni fa è ritornato in Alabama dove aveva comprato una casa in campagna, isolata dal resto del vicinato.

L’episodio del rapimento di Ethan, di cui sabato si è celebrato il funerale di Albert Poland Jr. l’autista del scuolabus ucciso, unitamente a quello della  in cui morirono 2o bambini e 6 adulti, ha contribuito ad alimentare le già accese polemiche sul largo e facile uso delle armi negli Stati Uniti.

In merito, il Presidente Barack Obama, è ritornato sull’argomento proprio lo scorso lunedì, durante un comizio in Minnesota, dove ha ancora una volta sostenuto la necessità di bandire le armi d’assalto e prevedere un controllo più stretto su quanti intendono comprare un arma. Tuttavia, a questo si oppongono quanti ritengono invece che ciò sarebbe in contrasto con il Secondo Emendamento della Costituzione Americana che garantisce il diritto al possesso di armi per difendersi. Non sarà una battaglia facile, nonostante sistematicamente e quasi quotidianamente avvengano negli Stati Uniti numerosissimi episodi di violenza legati al possesso di armi da fuoco.

di Vito Di Ventura

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