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La risposta Siriana al raid aereo farà cadere Israele in coma

By   /   4 Febbraio 2013  /   Commenti disabilitati su La risposta Siriana al raid aereo farà cadere Israele in coma

E’ quanto ha affermato il Sottocapo di Stato Maggiore delle Forze Armate Iraniane, Grigadier Generale Masoud Jazayeri, il quale, facendo intendere che Teheran potrebbe aiutare la Siria a vendicarsi, ha ammonito che la risposta Siriana al raid aereo potrebbe spedire Israele in “coma”.

Inoltre, ha aggiunto che il movimento Islamico anti-Israele sta valutando quali “misure di ritorsione” attuare contro l’aggressione Israeliana. Il capo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane gli ha fatto eco dicendo di sperare che la Siria bombardi Israele.

Sia gli Stati Uniti che Israele devono rendersi conto che l’auto controllo della nazione Siriana non può durare all’infinito”. Secondo Jazayeri, l’arroganza di Israele è sull’orlo del collasso e che l’era del bullismo delle potenze egemoniche nei confronti delle nazioni indipendenti è giunta alla fine. “Nella nuova era, i criminali dovrebbero sapere che dietro ogni loro respiro c’è una ritorsione massiva, il cui tempo, livello e grandezza saranno determinati della risolutezza delle nazioni libere e anti-egemoniche”.

In merito all’attacco Israeliano, va precisato che i capi dell’opposizione e i ribelli hanno criticato Assad per non avere risposto al raid, dando così dimostrazione della sua debolezza e dell’acquiescenza allo stato Giudaico.

Dal canto suo, il governo Israeliano continua a tacere sul raid aereo che, nell’ultima versione, ha colpito sia il convoglio di armi diretto ad Hezbollah che il Centro di Ricerca e Studi alla periferia di Damasco. Infatti, nel week-end la TV Siriana ha trasmesso le immagini in cui si vedevano alcuni veicoli distrutti e il palazzo del Centro di Ricerca danneggiato e, secondo gli esperti Americani, ciò dimostra che il raid aereo ha colpito sia il convoglio che il palazzo.

Ieri, il Ministro della Difesa Israeliano, Ehud Barak, parlando in inglese durante la conferenza sulla sicurezza in corso a Monaco, ha ammesso a mezza bocca, quando parlando ai giornalisti ha detto che “Non posso aggiungere altro a quello che avete letto sui giornali circa il raid sulla Siria di alcuni giorni fa. Posso solo dirvi che quando diciamo una cosa la facciamo”. Inoltre, ha aggiunto che “Non riteniamo che si possano far giungere sistemi d’arma di tecnologia avanzata in Libano”.

La Siria insiste nel dire che gli aerei Israeliani hanno colpito il Centro di Ricerca e il Presidente Bashar al-Assad ha accusato Israele di “destabilizzare” il suo Paese. L’Esercito Siriano ha fatto sapere in un comunicato che nell’attacco Israeliano al Centro di Jamaraya, sono morti 2 persone e altre 5 sono rimaste ferite.

Per anni Israele ha accusato la Siria e l’Iran si armare Hezbollah che nel 2006, per un mese, ha combattuto una guerra contro Israele. Gli Americani dicono che il convoglio trasportava missili controaerei SA-17 di fabbricazione Russa e che se schierati in Libano limiterebbero e di molto la capacità di sorvolo degli obiettivi, compromettendo la capacità Israeliana di acquisire informazioni sul nemico.

Intanto, Assad ha incontrato una delegazione Iraniana capeggiata da Saeed Jalili, capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale Iraniana e capo missione sul nucleare. In tale occasione, Assad ha dichiarato che “La Siria, con la consapevolezza del suo popolo, la forza del suo Esercito e la capacità di resistenza, è in grado di affrontare l’attuale sfida e confrontarsi con qualsiasi aggressione che possa minacciare il popolo Siriano”.

Jalili ha ribadito il sostegno di Teheran al regime di Assad e ha sottolineato come l’attacco Israeliano “dimostri la natura aggressiva di Israele e la minaccia che essa rappresenta alla sicurezza e alla stabilità della regione”.

Di contro Israele teme che Hezbollah, armandosi oltre misura, possa ingaggiare una nuova guerra. Per questo è convinta che la Siria li stia appoggiando attraverso la fornitura di armi e cerca di impedirlo, anche con attacchi preventivi. Se ciò fosse vero, cioè la decisione Siriana di spostare armi in Libano, potrebbe significare che Assad tema di non essere in grado di difendere per molto tempo il proprio arsenale oppure che, su pressione Iraniana, stia trasferendo armi ad Hezbollah prima di cadere.

Secondo Israele, Hezbollah ha già stoccato nei suoi arsenali decine di migliaia di razzi e missili e se dovesse venire in possesso anche di armi chimiche o controaerei sofisticate potrebbe impedire a Israele di operare in Libano e questo inficerebbe la sua capacità difensiva e la sicurezza del territorio Israeliano.

di Vito Di Ventura

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