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L’Iran e il suo caccia “stealth” Qaher F313

By   /   3 Febbraio 2013  /   1 Comment

Ieri, in occasione del 34° anniversario della rivoluzione del 1979, che depose lo Scià Mohammad Reza Pahlavi e instaurò il regime Islamico dell’Ayatollah Khomeini, l’Iran ha presentato il suo primo areo da combattimento “stealth” (invisibile) denominato QF313.

Si tratta di un aereo monoposto, che la televisione ha mostrato in volo, e che secondo il Ministro della Difesa,  Ahmad Vahidi, è stato costruito con “materiale avanzato” e che ha un a segnatura radar o “radar cross-section” (RCS) molto bassa. Senza entrare in dettagli tecnici, basti sapere che per sfuggire ai radar gli aerei militari usano forme particolari e vernici che, rispettivamente, riducono e assorbono l’energia elettromagnetica emessa dal radar e quindi riflettono meno, divenendo poco “visibili”.

Già in passato l’Iran aveva effettuato con successo prove su un modello di aereo capace di eludere i radar, denominato “Sofreh Mahi” (Sogliola). Il prototipo, a detta del Vice Comandante delle Forze Aeree, Generale Aziz Nasirzadeh, aveva superato i test e, quando sarebbero migliorate la forma e il materiale usato, si sarebbe passato alla produzione. Che è appunto il QF313.

Durante la cerimonia di inaugurazione svoltasi in un hangar di Tehran e mandata in onda dalla televisione di Stato, il Presidente Mahmoud Ahmedinejad ha definito il QF313 “l’aereo più sofisticato del mondo, con solo caratteristiche positive”. Inoltre, ha sottolineato che “lo sviluppo  della potenza militare della Nazione Iraniana è a scopi deterrenti e difensivi”.

In settimana l’Iran ha inviato con successo una scimmia nello spazio, mediante un razzo Pishgam che ha raggiunto l’altezza di 120 Km per un volo sub-orbitale. Ciò in termini “militari” equivale ad avere la capacità di produrre missili balistici “intercontinentali” cioè in grado di coprire distanze ben oltre i 10 mila chilometri. Al riguardo, già in passato l’Iran aveva effettuato il lancio del “Kavoshgar 3”, con a bordo un topo, due tartarughe e numerosi vermi.

Il Qaher F313 sembra una copia dell’F-22 Americano, ma le sue capacità sono sconosciute. La televisione di Stato non ha mostrato né il decollo né il suo atterraggio, ma solo l’aereo in fase di volo.

In realtà, la flotta aerea Iraniana, dopo la lunga e disastrosa guerra contro l’Iraq (settembre 1980 – agosto 1988), era praticamente a terra e senza parti di ricambio, anche perché in gran parte di provenienza americana. Solo alcuni, tipo gli F-5, furono ammodernati, diventando la nuova generazione aerea, come l‘Azarakhsh, gli altri furono cannibalizzati per ricavarne parte di ricambi per i pochi esemplari ancora in grado di volare.

Nonostante l’Iran sia, fin dalla guerra contro l’Iraq, sottoposta a dure sanzioni e, pertanto, non è  autorizzata ad approvvigionarsi di materiali strategici neanche dai Cinesi o dagli amici Russi, resta comunque il fatto che in questi ultimi anni ha dimostrato di avere ottimi ingegneri e tecnici e di essere in grado di costruire aerei, drone, navi, missili e sistemi di comando e controllo.

In conclusione, l’Iran prosegue senza sosta i suoi programmi “militari” e rafforza il suo ruolo nella regione, avendo ormai raggiunto un livello di tecnologia altamente qualificata e, quindi, le “capacità”. Queste ultime unite alle “intenzioni” la rendono una possibile “minaccia”.

di Vito Di Ventura

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1 Comment

  1. Jf1 ha detto:

    E qua torniamo a due vecchi cavalli di battaglia: non ha senso azzerare la contraerea, riducendola ad un ruolo meramente stanziale e ripensare struttura ed utilizzo dei vecchi Sidam: un fuoco di sbarramento manuale ha sempre fatto la sua figura, anche nella guerra dei balcani, quando uno stealth fu abbattuto proprio d una fucilata casuale.

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