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Mirò e il suo rifugio di Maiorca

By   /   31 Gennaio 2013  /   Commenti disabilitati su Mirò e il suo rifugio di Maiorca

C’è un evidente denominatore comune tra diverse località di mare come Barcellona, città che diede i natali a Joan Mirò (1893-1983), Palma di Maiorca, scelta come rifugio e luogo creativo nel periodo di maturità dall’artista e la stessa Genova in cui è allestita la mostra “Mirò. Poesia e luce”.

Mirò amava ripetere in particolare che Maiorca era per lui “poesia e luce”. Di qui il titolo dell’evento allestito fino al 7 aprile a Palazzo Ducale di Genova con la curatela di Maria Luisa Lax Cacho, tra i massimi esperti internazionali dell’arte di Mirò.

La location è ambientata nell’Appartamento del Doge, in cui sono presenti ottanta lavori, tra cui cinquanta olii di grande formato e rara bellezza, oltre a terrecotte, bronzi, acquarelli schizzi e perfino sculture, tutte opere create dal grande maestro catalano, la cui produzione è all’evidenza contraddistinta dalla presenza di stili e modi di esecuzione diversi tra loro.

La rassegna in particolare presenta opere della maturità artistica di Mirò, concepite sull’isola di Maiorca, a Sos Abrines, nello studio fortemente voluto dal maestro e progettato per lui da Josep Lluis Sert nel 1956. Qui Mirò trascorse gli ultimi trenta anni della sua vita.

È l’epoca cosiddetta della “purificazione dell’opera” in cui Mirò usava riprendere in mano vecchie sue tele per ridipingerci nuovamente sopra, in una sorta di rivisitazione del processo creativo dell’opera stessa. Una fase in cui il suo corpo partecipava totalmente alla realizzazione dei lavori. Egli stendeva il colore con i pugni, i piedi e perfino con i propri capelli.

Le opere in mostra coprono il periodo dal 1908 al 1981 ma, come anzidetto, la maggior parte di queste risale proprio agli anni ’60 e ’70 e per il pubblico è agevole distinguere queste ultime da quelle concepite nei decenni precedenti proprio per il diverso tratto pittorico.

Degne di citazione, tra le opere presenti in rassegna. “Donna nella via”, olio del 1973, “Senza titolo” (1978), “Mosaico” e “Poesia”, entrambe datate 1966, oltre ai bronzi “Donna” (1967) e “L’Equilibrista” del 1969.

Esposti anche alcuni lavori preparatori di opere destinate ad essere collocate in luoghi pubblici, come “Schizzo per la pittura murale del Terrace Plaza Hotel di Cincinnati“ (1947) e “Schizzo per la pittura murale di Harkness Commons”, Graduate Center, Harward University.

Si tratta nel complesso di capolavori mai giunti in precedenza in Italia, concessi eccezionalmente in prestito per questo evento dalla fondazione Mirò di Palma di Maiorca.

Per il pubblico un appuntamento da non mancare con le opere del genio surrealista, un artista che ha lasciato un segno inconfondibile nell’ambito delle avanguardie europee. L’evento genovese è destinato a ricalcare il successo già fatto registrare a Roma nel corso della prima tappa espositiva al Chiostro del Bramante.

di Aurora Portesio

Mirò. Poesia e luce
a cura di Maria Luisa Lax Cacho
dal 5 ottobre 2012 al 7 Aprile 2013
Palazzo Ducale, Piazza Matteotti, Genova
orari: martedì ore 14-19; da mercoledì a domenica ore 9-19

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