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Il Gioco Lugubre

By   /   31 Gennaio 2013  /   Commenti disabilitati su Il Gioco Lugubre

La recensione di oggi tratta di un parallelo tra un libro uscito anni fa per la Alessandro editore, che avevo esaminato nel Febbraio 2011, e quello appena uscito nelle librerie italiane grazie alla casa editrice Tunué.

La prima cosa da sottolineare, oltre la differenza di formato, è che questa nuova edizione del Gioco Lugubre non è una semplice ristampa, ma una riedizione riveduta e ripensata nel suo stile.

Questo racconto è stato uno dei primi tentativi di Paco Roca come autore di Graphic Novel  ma a distanza di tanti anni dalla sua prima uscita non si sentiva più soddisfatto della resa del suo lavoro, quindi la sua scelta è stata quella di ricolorare interamente il fumetto.

La prima versione di questo libro era infatti caratterizzata da colori brillanti spesso in contrasto con le ambientazioni opprimenti ed inquietanti che fanno da sfondo alle vicende dei protagonisti.

La storia raccontata per immagini da Paco Roca si basa sul quadro di Salvador Dalìil Gioco Lugubre”, reso famoso per il riferimento alla coprofagia, una delle prime provocazioni che resero Dalì, oltre che il maestro indiscusso del movimento artistico surrealista, uno dei primi artisti “multimediali”.

Il fumetto vede protagonisti il giovane Jonàs, arrivato a Cadaqués da Madrid per collaborare con il pittore surrealista Deseo, altro protagonista della storia, che con i suoi atteggiamenti ambigui e la sua ossessione per la morte scatenerà una serie di vicende che sfoceranno in un incubo ad occhi aperti per il giovane Jonàs.

Salvador Deseo è stato un esponente minore del movimento surrealista, ma in effetti in questo fumetto di Paco Roca è evidente che il protagonista della vicenda sia il più celebre Dalì.

Oltre a tantissimi richiami alle opere del pittore catalano ci sono anche innumerevoli riferimenti alla storia personale dell’artista ed alle sue creazioni: dalla giacca afrodisiaca, passando per la celebre scena del filmUn chien andalou” fino alla citazione della celebre “Dalì nell’uovo”.

L’opera di revisione attuata da Roca dona alla nuova edizione di questo libro un carattere stilistico nuovo più noir ed opprimente, sono pochi i colori brillanti presenti nelle pagine del Gioco Lugubre, il rosso della tavolozza ed il sangue che scorre copioso dai corpi degli sfortunati che rimangono intrappolati nel labirinto architettonico della villa di Cadaqués.

L’elemento cromatico riesce ad innalzare una storia inquietante ad un vero e proprio horror surrealista a metà tra incubo e realtà, un sogno lugubre e senza possibilità di risveglio.

Lo stile grafico di Paco Roca, tramite la scelta semi monocromatica,  esaltata, rispetto al colore della vecchia edizione, i contenuti e le drammaticità delle immagini. La decisione di utilizzare “colori spenti”, oltre a richiamare alla memoria le pellicole che Dalì girò con il suo amico regista Luis Bunuel,  rende le atmosfere di questo fumetto uniche; un mix perfetto di arte e trhiller con una sfumatura horror.

Un’altra caratteristica importante delle nuova edizione di questo fumetto è il formato editoriale, l’edizione della Alessandro editore era la tipica pubblicazione cartonata francese, mentre la nuova, appartenente alla collana Prospero’sBook della Tunué, si caratterizza per il formato a libro tipico di questa collana e uguale alla pubblicazione spagnola.

Il volume si presenta solido e curato, come sempre i materiali con cui è realizzato sono di altissimo livello e questo si denota nella perfetta resa dei colori, in particolare del rosso che diventa protagonista nelle scene più cruente.

Anche la copertina è differente rispetto alla precedente edizione, la nuova riesce a trasmettere meglio l’ambientazione malsana e ossessionante che pervade le avventure di Jonàs, oltre a rendere chiaro al potenziale lettore che il libro è connesso all’universo surrealista di Dalì.

Concludendo, sia che si possieda la precedente edizione, sia che non si conosca questa opera di Paco Roca, il consiglio è di compare questo fumetto. Grande atmosfera, horror inquietante e malato che appassiona e soprattutto “strega” chi, come me, ha colto le tantissime citazioni alle opere di Dalì e della sua strepitosa vita. Un libro consigliato a chi ama l’arte di Dalì e le atmosfere inquietanti.

Visto che il volume contiene scene di sesso e violenza consiglio la lettura ad un pubblico maturo.

Il Gioco Lugubre. Tunué. A colori, brossurato. 80 pag. euro 12,50

di Ruffino Renato Umberto

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