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Egitto. Il Presidente Morsi dichiara lo stato di emergenza e il coprifuoco in 3 città

By   /   28 Gennaio 2013  /   Commenti disabilitati su Egitto. Il Presidente Morsi dichiara lo stato di emergenza e il coprifuoco in 3 città

Il coprifuoco e la stato di emergenza entreranno in vigore da oggi dalle 21.00 alle 06.00 di ogni giorno e per 30 giorni nelle città di Port Said, Ismailiya e Suez.

Le 3 città dove in questo fine settimana sono esplose violenti ondate di proteste contro il governo, la politica Islamica e il lento processo dei cambiamenti che la stragrande maggioranza degli Egiziani si attendeva dopo la caduta di Mubarak. Le manifestazioni sono state represse nel sangue ed in totale alla fine della giornata di contano altre 50 morti.

A Port Said le violenze sono scoppiate sabato dopo che il tribunale aveva condannato a morte 21 tifosi della locale squadra di calcio che lo scorso anno, il 1 febbraio 2012, provocarono gli scontri che portarono alla morte di 74 persone.
La condanna a morte dei giovani tifosi è stata interpretata dalla gente di Port Said come una ennesima prova di persecuzione contro di loro. Purtroppo negli scontri con le forze dell’ordine hanno perso la vita almeno 31 persone e oltre 300 sono rimaste ferite.

Ma le violenze sono proseguite anche ieri durante i funerali delle vittime del giorno prima a cui aveva partecipato tutta la città. Nuovi scontri  con la polizia e nuovi morti: 7 morti e 600 feriti.
Circa 11 persone sono morte venerdì durante le manifestazioni celebrative del secondo anniversario dell’inizio delle proteste che portarono alla  caduta di Hosni Mubarak. I manifestanti hanno colto l’occasione per protestare contro Morsi e il gruppo fondamentalista Islamico dei Fratelli Musulmani. In particolare, a Suez sono morte almeno 10 persone, mentre 1 manifestante a Ismailiya.

Ho già detto in passato che se costretto prenderò misure straordinarie per fermare lo spargimento di sangue, garantire la sicurezza e la protezione dei cittadini. Non si può tornare indietro e rinunciare alla libertà, democrazia e supremazia della legge”, così si è espresso il Presidente Morsi in un messaggio televisivo, dai toni duri, aggiungendo le modalità di svolgimento del coprifuoco nelle succitate 3 città.

Il Presidente Egiziano ha attribuito queste rivolte a “mani peccatrici” che hanno stravolto la protesta da pacifica espressione di opinioni in scontro armato e vandalismo. “Invito i leader delle forze politiche ad un confronto lunedì pomeriggio” ha replicato Morsi, sottolineando che per il popolo Egiziano per superare l’attuale crisi non ci sono alternative al dialogo.

Il blocco dell’opposizione, il Fronte di Salvezza Nazionale (NSF), ha chiesto a Morsi di abrogare la recente e controversa Costituzione, formare un governo di salvezza nazionale, rimuovere l’attuale Procuratore Generale, Talaat Abdullah, e far rispettare la legge ai Fratelli Musulmani. In caso contrario, le opposizioni minacciano nuove e violente manifestazioni per il prossimo week end e il boicottaggio delle prossime elezioni parlamentari.

L’ufficio di presidenza ha emesso un comunicato in cui il Presidente invita 11 partiti per oggi, lunedì, al dialogo, tra cui il partito di al-Dostour capeggiato da Mohamed Elbaradei, il partito Libertà e Gustizia dei Fratelli Musulmani e il partito al-Wafd, il partito Egitto Forte, l’ex capo della Lega Araba, Amr Moussa, l’ex candidato di sinistra alle elezioni presidenziali Hamdeen Sabahy, il capo del partito Ghad al-Thawra, Ayman Nour, ed altri.

A Il Cairo, intanto, gli scontri tra manifestanti e la polizia sono continuati per il quarto giorno consecutivo, nei pressi della nota Piazza Tahir, teatro nel 2011 delle proteste che portarono alla caduta del regime. La polizia ha risposto al lancio delle pietre da parte dei manifestanti con i lacrimogeni.

di Vito Di Ventura

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