Loading...
You are here:  Home  >  Esteri  >  Current Article

Tedeschi, Inglesi e Olandesi invitano a lasciare Benghazi

By   /   25 Gennaio 2013  /   Commenti disabilitati su Tedeschi, Inglesi e Olandesi invitano a lasciare Benghazi

Le autorità Britanniche, Olandesi e Tedesche hanno invitato i propri cittadini residenti nella città Libica di Benghazi a lasciare la città per paura di attentati contro gli occidentali. Tuttavia, non è chiaro il numero di persone che dovrebbero rientrare in patria. Il Ministero degli Esteri Britannico ha fatto sapere che si tratta di “dozzine” di cittadini, gli Olandesi parlano di possibili 6 cittadini, mentre i Tedeschi di “pochi”.

Il clima di paura, dovuto a possibili ritorsioni da parte di gruppi terroristici di fede Islamica nei confronti dei cittadini occidentali, si è fatto più forte in queste ultime settimane, specialmente dopo l’intervento francese contro gruppi legati ad al-Qaeda in Mali e il disastroso tentativo dell’Esercito Algerino di liberare gli ostaggi presso il gasdotto di Amenas, finito in un bagno di sangue: oltre 30 ostaggi ed altrettanti terroristi morti.

Inoltre, ieri c’è stata l’audizione davanti al Congresso del Segretario di Stato Americano, Hillary Clinton, in merito all’attacco dello scorso 11 settembre al consolato Americano di Benghazi in cui morirono 4 Americani e tra questi l’Ambasciatore in Libia J Christopher Stevens.

Non è ancora chiaro quale sia il messo ovvero perché proprio ora i tre succitati Paesi abbiano deciso di far rimpatriare i propri cittadini, tant’è che anche gli Stati Uniti, attraverso la loro Ambasciata a Tripoli, fanno sapere che “non ci sono elementi che facciano pensare alla possibilità di un imminente attacco nei confronti di cittadini Americani”.

Benghazi, con una popolazione di circa 1 milione di abitanti, è la seconda città Libica da dove nel febbraio del 2011 partì la rivolta contro il regime del Colonnello Moammar Gheddafi. Come è noto, la NATO ha sostenuto i ribelli, ma, dopo la caduta del Colonnello, la Libia resta ancora in uno stato di generale insicurezza.

Circolano armi in abbondanza, rubate dai depositi dei militari, e nel Paese operano diversi gruppi estremisti alcuni dei quali legati ad al-Qaeda. I possibili obiettivi restano le scuole, gli uffici e le organizzazioni governative e pubbliche e le violenze, in Banghazi, hanno colpito indifferentemente stranieri e Libici. Inoltre, gli estremisti Islamici presenti nell’area molto spesso hanno preso come obiettivo i poliziotti fedeli al governo Gheddafi, sia per vendetta personale sia per contrastare i nuovi leader politici.

Secondo Ibrahim Sahd, un avvocato e politico di Benghazi, poiché il nuovo governo sta rafforzando le misure di sicurezza in città, gli occidentali hanno paura di una possibile reazione nei loro confronti da parte dei gruppi estremisti.

In realtà, già dopo l’attacco al consolato Americano, molti stranieri hanno lasciato la città e diverse nazioni hanno invitato i propri cittadini a non scegliere la Libia come meta turistica. Il centro culturale Francese a Benghazi è chiuso per timore di possibili reazioni contro l’intervento militare in Mali e lo scorso mese, dopo che spararono contro l’auto del Console Italiano, Guido De Sanctis, che per fortuna uscì illeso, il Consolato è stato chiuso e il personale è stato rimpatriato.

Adel Mansouri, il direttore della Scuola Internazionale di Benghazi, ha detto che la Gran Bretagna e i cittadini stranieri giorni addietro sono stati avvisati circa una possibile attentato terroristico alla scuola, ma hanno lasciato a loro l’opportunità di decidere. La scuola ospita circa 540 studenti, molti dei quali Libici, e circa il 40 % ha doppia nazionalità. Meno del 5% sono Britannici, mentre circa 15 studenti sono di doppia nazionalità Americana e Libica.  “Abbiamo detto all’Ambasciatore Britannico che restiamo e che ci manterremo in contatto”, ha detto Mansouri il quale ha la doppia cittadinanza Libica e Britannica. “Al momento, non vediamo lacuna minaccia”.

Secondo Noman Benotman, ex jihadista legato ad al-Qaeda ed ora analista presso il London’s Quilliam Foundation, i terroristi non attaccheranno gli impianti petroliferi poiché hanno bisogno del sostegno popolare e un attacco significherebbe la perdita di lavoro per moltissime famiglie. A conferma di questa tesi, le compagnie petrolifere hanno confermato che non c’è alcun piano di evacuazione in atto.

L’unica compagnia aerea che finora ha cancellato i voli con Benghazi è stata la Air Malta, che tuttavia ha mantenuto quelli con Tripoli. La compagnia aerea ha fatto sapere che la situazione è in evoluzione e che i voli potrebbe riprendere la prossima settimana.

di Vito Di Ventura

    Print       Email

You might also like...

Abbattere i simboli delle ingiustizie razziali

Read More →