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Polonia. Si riapre il processo per 4 soldati responsabili del massacro di Nangar Khel in Afghanistan

By   /   9 Gennaio 2013  /   1 Comment

Le porte del tribunale si sono riaperte per 4 dei 7 soldati accusati di crimini di guerra per aver attaccato il villaggio di Nangar Khel, nel sud est dell’Afghanistan, ed ucciso 8 civili, tra cui una donna incinta e 3 bambini.

L’episodio risale al 16 agosto del 2007, quando, in risposta ad un’imboscata da parte dei Talebani ad un’altra pattuglia del contingente polacco, una pattuglia del 18° Battaglione d’Assalto Aereo attaccò con colpi di mortaio (circa 60 colpi) e armi automatiche il villaggio di Nangar Khel, proprio mentre si celebrava un matrimonio,  provocando la morte delle 8 persone ed il ferimento grave di 3 donne.

Il pomeriggio del giorno seguente, il Provincial Reconstruction Team (PRT) della Forza Internazionale di Pace (International Security Assistance Force – ISAF) e i soldati Polacchi visitarono il villaggio e portarono doni, cibo e persino una capra come gesto di riconciliazione. Alle famiglie fu offerto un compenso mentre i feriti furono trasportati in Polonia per essere curati.

Nel 2008, al termine delle indagini, il pubblico ministero deferì alla Corte Marziale di Varsavia 7 militari (2 Ufficiali, 2 sottufficiali e 3 soldati) con l’accusa di crimini di guerra per avere colpito per rappresaglia e senza ragione civili, in violazione alle Convenzioni di Ginevra e dell’Aia. Per questo, l’accusa aveva chiesto condanne variabili dai 12 ai 25 anni.

Dal canto suo, la difesa sostenne che i militari avevano risposto immediatamente al fuoco dei Talebani e che i colpi di mortaio finirono sul villaggio solo per errore ovvero per un malfunzionamento degli stessi. L’accusa però provò che le versioni erano contraddittorie e che l’attacco al villaggio avvenne in tempi successivi a quello dei Talebani e peraltro contro un’altra pattuglia.

Nel 2009 iniziò il processo e il Ministro della Difesa, Bodgan Klich, chiamato a testimoniare,  definì l’episodio un “errore”, citando le parole del Comandante Americano responsabile del settore.   Molte persone si schierarono a favore dei soldati, anche personalità famose e alcuni Alti Ufficiali. Nel 2011 la Corte Distrettuale di Varsavia assolse i soldati per mancanza di prove, ma il pubblico ministero si appellò all’Alta Corte Polacca.

Nel 2012 l’Alta Corte si è pronunciata a favore del proscioglimento di 3 militari, accogliendo invece il ricorso del pubblico ministero per 4 soldati, per i quali oggi si è riaperto, appunto, un nuovo processo.

di Vito Di Ventura

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1 Comment

  1. Jf1 ha detto:

    Credo sia il primo processo per violazione della convenzione di Ginevra per rappresaglie nel corso di missione di pace, sarebbe interessante leggere la sentenza

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