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L’astrattismo di Kandinsky a Pisa

By   /   6 Gennaio 2013  /   Commenti disabilitati su L’astrattismo di Kandinsky a Pisa

Pisa ci aveva già abituati ad appuntamenti artistici d’eccezione con le recenti rassegne dedicate a Chagall, Mirò e Picasso. In questo periodo è in corso un nuovo evento di notevole interesse: fino al 3 febbraio sarà infatti visitabile la mostra “Wassily Kandinsky. Dalla Russia all’Europa”, allestita a Palazzo Blu, avente come protagonista proprio il padre dell’arte astratta.

Wassily Kandinsky (1866 – 1944), nativo di Mosca e dedito agli studi giuridici, finì ben presto per essere attratto dal desiderio di dipingere le realtà contadine russe che procuravano in lui la gradevole sensazione di “vivere dentro un quadro”. Fondamentali furono poi per l’artista gli anni trascorsi in Germania, che gli consentirono di entrare in contatto con le espressioni delle avanguardie europee, inducendolo a fondare a Monaco di Baviera il gruppo Blaue Reiter.

Eugenia Petrova, direttrice aggiunta del Museo di Stato di San Pietroburgo, ha selezionato per l’occasione oltre cinquanta opere del maestro russo che ci raccontano l’evoluzione artistica che lo contraddistinse dal 1901, anno in cui Kandinsky iniziò a dedicarsi alla pittura, al 1922, epoca in cui lasciò la Russia sovietica per accettare l’offerta di Walter Gropius di insegnare al Bauhaus, la prestigiosa scuola di architettura, arte e design tedesca.

Il maestro, grazie alle nuove esperienze europee, seppe diventare il punto di incontro tra le espressioni della prima avanguardia russa e le avanguardie tedesche e parigine. È proprio questo che vuole indicarci il titolo della mostra dedicata al genio dell’arte astratta contemporanea.

Il punto focale della rassegna è concentrato poi in particolare sugli anni dal 1914 al 1921, periodo in cui l’artista, prescindendo ormai dalla rappresentazione oggettiva della vita reale, sviluppò la pittura astratta, desideroso di esternare attraverso l’arte l’espressione della propria realtà interiore.

In mostra sono presenti anche opere di altri artisti con cui Kandinsky ebbe modo di confrontarsi, tra cui Bilibin, Burliuk e Stelletsky che ci riportano alla tradizione delle fiabe russe, ma anche di Jawlensky, Munter, Verefkina e del musicista e pittore Shoenberg. Per ricreare l’atmosfera di quegli anni, la curatrice ha voluto infine esporre anche vari reperti appartenenti al folklore russo, tra cui abiti, tessuti e perfino oggetti rituali della tradizione sciamanica.

Tra i tanti capolavori presenti in quella che può essere considerata una delle più complete rassegne italiane mai dedicate al grande maestro del Novecento, figurano anche i primi dipinti di derivazione simbolista e le xilografie come “Eternità”, creata nel 1903 e facente parte della serie “Poesie senza parole”.

Altre opere meritevoli di citazione sono: “Improvvisazione n. 11” (1910), “Cresta azzurra” (1917), “Amazzone sui monti” e “Nuvola dorata”, entrambe del 1918,  “Due ovali” (1919) nonché “Composizione” e “Composizione su bianco” dipinte da Kandinsky nel 1920.

Grazie a questo evento, annoverabile tra i più importanti della stagione artistica invernale, Pisa esercita nuovamente un forte richiamo per gli appassionati d’arte che, nell’occasione, potranno magari approfittare per visitare anche altri gioielli appartenenti al patrimonio pisano, come il murale Tuttomondo dipinto dallo statunitense Keith Haring o i Musei dei Lungarni.

di Aurora Portesio

Wassily Kandinsky. Dalla Russia all’Europa
a cura di Eugenia Petrova in collaborazione con Claudia Beltramo Ceppi
dal 13 ottobre 2012 al 3 febbraio 2013
Palazzo Blu, Lungarno Gambacorti 9, Pisa
orari: da lunedì a venerdì ore 10-19; sabato e domenica ore 10-22

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