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Iran: Nasrin Sotoudeh termina lo sciopero della fame

By   /   5 Dicembre 2012  /   Commenti disabilitati su Iran: Nasrin Sotoudeh termina lo sciopero della fame

L’avvocatessa Iraniana dei diritti umani, Nasrin Sotoudeh, in prigione dal 2010, ha sospeso lo sciopero della fame iniziato 49 giorni fa.

La donna, vincitrice del Premio Sakharov per la “Libertà di Pensiero” assegnatole quest’anno dal Parlamento Europeo, è stata arrestata nel settembre 2010 e nel 2011 condannata, per propaganda e cospirazione contro la sicurezza dello stato, a 11 anni di carcere, ridotti poi a 6 anni in appello.

La Sotoudeh ha sempre negato le accuse che secondo le Nazioni Unite derivano dal fatto che l’Iran non vede di buon occhio il suo lavoro di difensore dei diritti umani.
Dopo il suo arresto anche al marito, Reza Khandan, e alla figlia Mehraveh sono state applicate alcune restrizioni, tra cui il divieto di viaggiare. Per questo e per protestare controle condizioni in cui è tenuta prigioniera, il 17 ottobre, la Sotoudeh ha iniziato lo sciopero della fame.

Dopo che ha iniziato la protesta, è stata messa per 3 settimane in isolamento e privata delle visite familiari. La scorsa settimana, suo marito ha riferito alla stampa che la salute di sua moglie aveva raggiunto limiti critici: “è dimagrita moltissimo ed ha la pressione del sangue molto bassa”. Ma le autorità Iraniane hanno fatto sapere invece che la donna è in buone condizioni.

L’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, Navi Pillay, si è detto molto preoccupato per la salute della Sotoudeh e ha sottolineato che le restrizioni imposte a lei e alla sua famiglia non sono giustificabili dalle leggi internazionali. “Secondo i principi dell’ONU di verifica dei diritti umani, la prigionia della Sotoudeh è arbitraria e in violazione alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e alla Convenzione Internazionale dei Diritti Civili e Politici  (ICCPR), sottoscritte dalla  Repubblica Islamica dell’Iran”.

Pillay ha sollecitato il governo Iraniano a rilasciare la Sotoudeh e gli altri attivisti che “sono stati arrestati e sono ancora detenuti solo per aver promosso pacificamente i diritti umani nel loro Paese”.
Secondo quanto affermato da un avvocato sul sito web dell’opposizione “Kaleme”, la Sotoudeh ha deciso di sospendere lo sciopero della fame dopo che le autorità Iraniane hanno tolto il divieto di viaggiare alla figlia di 12 anni.

di Vito Di Ventura

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